Il Tirreno

Aree edificabili solo sulla carta: il pasticcio Imu

Aree edificabili solo sulla carta: il pasticcio Imu

Si paga anche sui terreni a rischio idraulico e sui mini lotti in cui non e concesso costruire

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MASSA. Il terreno che prima era “agricolo”, diventa edificabile, Ma, anche se è edificabile, il proprietario non può costruirci sopra neanche un gazebo. Perchè la zona è “ad alta pericolosità idraulica”. Il titolare del terreno, però, l’Imu la paga comunque, con l’aliquota per i terreni edificabili. Chiamateli effetti collaterali dellla nuova urbanistica: sono i piccoli grandi paradossi, pasticci o ingiustizie (dipende dai punti di vista) a cui si trovano di fronte molti massesi in questi tempi di Regolamento urbanistico e scelte per il futuro della città.

Prendete il caso del signor Marco Tonarelli, residenza in Brianza e piccolo terreno in zona Romagnano. «Un’eredità che spartisco con i miei familiari, ci cui io sono proprietario per un quarto. Bene, fino a ieri per questo terreno, classificato “a destinazione agricola” pagavamo una sciocchezza: 20-21 euro l’anno e la mia quota, un quarto era di 3,79 euro». Poco tempo fa, il signore si vede però recapitare una bolletta da 211,58 euro per il pagamento dell’Imu (a quel tempo ancora Ici) del 2009 e poi una di 178,7 euro per il 2010. «Vengo così a scoprire che il Piano strutturale aveva cambiato destinazione d’uso del terreno: non più agricolo ma residenziale, anzi più che residenziale: secondo il Prg lì su quel campo e quelli vicini si prevede addirittura la nascita di un centro direzionale. Il che mi sembra francamente incomprensibile». Il signor Tonarelli non sa se essere contento della cosa. Il cambio di destinazione d’uso fa schizzare verso l’alto il valore del suo immobile, ma nello stesso tempo moltiplica anche l’Imu che deve pagare al Comune. Si rivolge comunque al municipio per saperne di più e scopre qualcosa che lo convince che ha davvero poco da essere contento. «Mi informano, in sostanza, che il mio terreno è edificabile solo sulla carta. Perchè è in area Pie, che vuol dire in una zona pericolosità idraulica elevata. Quindi lì non posso costruirci niente. Fino a che questa pericolisità non sarà rimossa o ridotta. Soltanto, posso valorizzarlo vendendolo al vicino, sempre che sia intenzionato a edificare, in modo da cedergli le volumetrie che io non posso utilizzare». «Siamo di fronte a un furto legalizzato: trasformano il terreno, a mia insaputa da agricolo a edificabile e poi mi dicono che però io non posso edificarvi. E allora, dico io, non fatemi pagare l’Imu. No, l’Imu rimane come se fosse un terreno edificabile. Non mi sembra corretto, non è giusto. Io le cartelle le ho subito pagate ma mi sento preso in giro, vittima di un mezzo imbroglio...».

E poi c’è il caso di Ronchi, simile a quello di Romagnano. Qui Franca Leverotti, ambientalista di Italia Nostra e voce critica della città, ha alcuni terreni che lei riteneva fossero inedificabili. Non è così per il Comune – nè per Master, la società che si occupa di riscuotere le imposte municipali. Che, infatti, gli invia due super cartelle esattoriali per non avere pagato l’Ici per terreni edificabili nel 2007, 2008 e 2009. La professoressa Leverotti non ci sta e si rivolge alla commissione tributaria. Il primo “processo”, per i pagamento 2007 e 2008, circa 21mila euro, si conclude con l’accoglimento delle ragioni della Leverotti e l’annullamento delle cartelle dell’Ici. Il secondo ricorso, invece, ha un esito opposto:la commissione tributaria (composta da membri diversi dalla prima) accoglie le ragioni del Comune e si limita a ordinare la riduzione delle aliquote. Per Franca Leverotti si tratta, comunque di un’ingiustizia. Quei terreni, dice convinta, sono inedificabili e non lo sono mai stati: «Anche se si potessero edificare seduta stante tutti i terreni di misura pari o superiore a 3.000 mq, senza considerare i vincoli sulla copertura arborea, idraulico e di frangia agricola neo-immessi, i miei terreni risulterebbero inedificabili e dunque l'Urbanistica non vi potrebbe approvare alcun progetto. Nel caso di via Fortini non raggiungo la superficie minima del lotto, data la presenza della casa ; nel caso di via Ronchi invece non sono edificabili a seguito di un frazionamento operato un ventennio fa. Se un terreno è edificabile pagherà dunque un massimo o un minimo a seconda del percorso urbanistico che lo rende tale, ma se è inedificabile mi sembra chiaro che pagherà sulla base della rendita agraria o domenicale (nel caso di bosco)». Il problema è, dunque, che in varie zone della città, è possibile costruire solo su lotti di una certa superficie: a Ronchi il minimo è 3.000mq. Ma l’Ici poi Imu viene applicata anche a lotti inferiori a 3.000 mq. basandosi sul presupposto «aberrante» per la Leverotti che il proprietario "possa unirsi al vicino”.

Casi emblematici, questi di un pasticcio che coinvolge centinaia di cittadini. Che gridano all’ingiustizia e allo Stato (in questo caso il Comune) “ladrone”. Niente di tutto questo, replica però l’amministrazione, secondo cui siamo di fronte all’applicazione di un principio di legge che diverse sentenze di Cassazione hanno ritenuto corretto.

Claudio Figaia

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