Il Tirreno

Mazzoni e Forte: «Comunque uniti dopo il voto»

Mazzoni e Forte: «Comunque uniti dopo il voto»

I due candidati del centrosinistra promettono di appoggiare “senza se e senza ma” il vincitore

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PONTREMOLI. Leo Forte e Francesco Mazzoni. Ecco i due candidati che domenica si sfideranno alle Primarie del centrosinistra. Per conoscere più fondo il loro programma e il loro pensiero politico abbiamo provato a stuzzicarli con qualche domanda.

Quali sono le priorità che pensate di mettere subito in azione nel caso di elezione a sindaco?

Mazzoni: «Creare lavoro e ricchezza, superare l’isolamento istituzionale, riorganizzare la macchina comunale. Priorità assoluta è attirare e favorire investimenti e iniziativa privata, ma ancor prima lasciar fare e sostenere chi già fa. Avviare un’attività o recuperare una casa nel centro storico non deve più essere un percorso a ostacoli. La burocrazia blocca lo sviluppo. Così Pontremoli muore: dobbiamo tornare a essere la capitale della Lunigiana, a collaborare con gli altri Comuni, a giocare il nostro ruolo di porta della Toscana».

Forte: «La mia prima priorità è migliorare l’aspetto urbanistico della città e la messa in sicurezza delle frazioni per renderle più belle, sicure e più ospitali per gli abitanti e per un turismo di qualità limitando il turismo mordi e fuggi. Togliere il parcheggio di Piazza della Repubblica con un piano ben articolato senza danneggiare commercio e residenti. Concentrare gli sforzi sul quartiere di San Pietro da troppi anni escluso dal centro storico e in grave condizioni di abbandono e degrado».

Da dove passa secondo voi il rilancio di Pontremoli? E con quali strategie politiche si può imboccare quella strada?

Mazzoni: «Invertendo il trend demografico: se continuiamo a perdere abitanti non c’è futuro. Ci vuole una rivoluzione. Tutto passa dal lavoro e dall’alta qualità dei servizi. Come farlo, lo abbiamo scritto nel programma. Fra cinque anni chiederemo di essere giudicati su questo».

Forte: «Secondo me il rilancio della città dipende dalla sua possibilità di essere appetibile alle nuove e vecchie professioni per arginare le partenze dei nostri giovani ed offrire lavoro qui per i residenti. Una cosa che manca nella nostra città sono le piccole ditte artigianali e botteghe di vecchie mestieri. Serve mettere a disposizioni dei giovani disoccupati e coloro che hanno abbandonato gli studi istituti dove prepararli a questi mestieri che oggi stanno scomparendo. Pontremoli conserva una ricchezza di depositi bancari di privati: i proprietari di questi fondi devono cominciare a credere nella loro città e in chi li governa per poter investire nel suo futuro. Finora questo non è successo».

Quale pensate sia la principale differenza tra il vostro programma e quello del vostro contendente? Che ne aspetti ne condividete e quali no?

Mazzoni: «Il nostro punto di forza è la squadra: il programma nasce dal lavoro di più di un anno di tante persone, soprattutto giovani. Persone normali, che hanno trovato il tempo per questa sfida. Sto mettendo insieme chi ha qualcosa da dare agli altri. Non ci si improvvisa amministratori. Questi anni in consiglio comunale sono stati preziosissimi».

Forte: «Chi occuperà la poltrona di sindaco a maggio avrà un lavoro enorme solo per recuperare i danni fatti da tutte le amministrazioni degli ultimi 25 anni e che hanno isolato la nostra città dal resto della Toscana e dall’Europa. Sono convinto che il mio programma, breve ma preciso, sia attuabile a breve scadenza mentre quello del mio avversario è troppo ambizioso, scritto in politichese, laborioso e tecnico che la gente troverà difficile comprendere. Secondo me, per metterlo in pratica ci vorrebbero troppi anni; Pontremoli ha bisogno di azioni immediate ».

In caso di una vostra sconfitta, appoggerete comunque la lista che si andrà a formare o avrete bisogno di specifiche garanzie su programma e/o candidati?

Mazzoni: «Tutti dobbiamo sostenere “senza e se e senza ma” il candidato scelto con le primarie. Ho voluto fortemente questo appuntamento. Il candidato risponde a chi lo sceglie. Io non ho voluto essere scelto da pochi, nelle “segrete stanze”. Voglio che decidano tutti i pontremolesi. Solo così avrò la libertà di fare le scelte di cui Pontremoli ha bisogno. Dalla sera di domenica si cammina tutti uniti verso la vera meta».

Forte: «Dopo le primarie servirà un lavoro di cooperazione dei due campi per la creazione di un programma praticabile e una lista di candidati credibile; con gente nuova alla politica ed esperti nel loro campi. Basta con i consiglieri dilettanti con famiglie numerose che servono solo per portare voti. Nel caso di mia sconfitta sarò a disposizione di Francesco per la creazione di questa piattaforma e mi metterò a sua completa disposizione per farlo eleggere. Metterò da parte le differenze politiche che ci separano perché è assolutamente necessario mandare a casa l’attuale amministrazione.

Ora due domande specifiche per Mazzoni.

Nonostante siano Primarie aperte, in tanti continuano a sentire forte il marchio del Pd. Quali azioni pensa di mettere in campo per dar risalto, invece, all'apporto della società civile?

«La risposta è nei fatti: tutti possono votare, basta essere residenti a Pontremoli. Non servono tessere o appartenenze particolari. Tutti si sarebbero potuti candidare. Per capirlo basta guardare chi sta lavorando insieme a me: ben pochi hanno in tasca la tessera di un partito. A Pontremoli non conta il colore politico».

Alcuni la criticano perché convinti che il suo programma sia figlio del "compromesso" per non scontentare nessuno cosa che, sostengono, farebbe sì che non vengano prese iniziative significative. Come risponde?

«In tantissimi hanno letto il nostro programma, ma nessuno ci ha mosso questa critica. Ciò che ci distingue è proprio il coraggio di dare il via a quella rivoluzione di cui Pontremoli ha bisogno. Un esempio: la chiusura del centro storico. Non possiamo ridurre le nostre due piazze a parcheggi. Non possiamo continuare a parlare di turismo e poi costringere le persone, a luglio e ad agosto, a fare colazione o a prendere l’aperitivo con le macchine che fanno manovra a un metro dal tavolino».

E queste invece specifiche per Forte

La sua è una candidatura che fa chiaro riferimento al mondo della sinistra. In una Pontremoli che storicamente ha sempre premiato candidati moderati come pensa di convincere gli elettori a questa svolta politica?

«Tutte e due le aggregazione politiche che dominano la scena Pontremolese hanno dimostrato di non essere all’altezza. La destra vince perché ha a disposizione dinastie di candidati che controllano il maggior numero di voti: fanno blocco unito e solidale e vincono attraverso una cultura clientelare e di subordinazione che ha portato al degrado. Il centrosinistra (ex Dc e Pci) sono litigiosi e diffidenti uno dell’’altro e hanno sempre messo in evidenza le loro incapacità di essere blocco unito. Io proverò a cambiare questo ambiente diventando arbitro fra i due. Le primarie sono strumento idoneo per superare le diverse visioni che ci sono all’interno del centrosinistra».

Parte del mondo della sinistra non è d'accordo con la sua scelta di candidarsi. Come pensa di convincerli ad appoggiarla per il 13 dicembre?

«Vorrei chiarire che il mondo della sinistra a Pontremoli è variegato e complesso. Solo una parte di essa, una parte di Sel, è in contrasto con la mia candidatura. In questi giorni, in tutta l’Italia, i partiti della sinistra stanno cercando di unirsi in un unico blocco politico. Questa situazione locale non aiuta certamente quella causa. Cercherò di convincere tutti gli elettori di sinistra, e non, andando in piazza a distribuire il mio progetto».

Riccardo Sordi

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