Il Tirreno

Aule a pezzi, i ragazzi emigrano a Spezia

Francesca Vatteroni
Aule a pezzi, i ragazzi emigrano a Spezia

Salta la razionalizzazione, niente “omnicomprensivi” in Lunigiana; intanto 100 studenti dopo le medie preferiscono la Liguria

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FIVIZZANO. Fumata nera per le scuole: il consiglio provinciale, infatti, approva all’unanimità il piano dell’offerta formativa e del dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno con cui si conferma lo status quo. E se in Lunigiana tutto rimane uguale, il rischio è che si intensifichi il fenomeno migrazione verso le scuole spezzine. Nessuna possibilità, quindi, di conseguire un accordo con i sindaci dei territori lunigianesi per realizzare interventi di razionalizzazione della rete scolastica per il I e il II ciclo di istruzione. Tradotto: niente accorpamenti e istituti onnicomprensivi. E il mancato accordo impedisce di dare risposte al problema del sottodimensionamento degli istituti, con un numero insufficiente di studenti rispetto ai parametri fissati. Problema per cui da tempo la giunta regionale chiede soluzioni.

Narciso Buffoni, presidente della Provincia, ha confidato grande rammarico da parte sua e delle forze sindacali nel constatare la situazione di stallo e ha ribadito come la Provincia abbia messo in campo tutti gli sforzi necessari aprendo un tavolo di confronto con le rappresentanze scolastiche locali al fine di superare le divergenze e gli egoismi territoriali emersi; ma - ha aggiunto - «non si possono fare proposte a dispetto dei Santi», in riferimento soprattutto alla mancata visione unitaria dimostrata dalla Conferenza dei Sindaci della Zona Lunigianese.

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La questione sottodimensionamento degli istituti in Lunigiana riguarda in particolar modo l’istituto “Belmesseri” e l’istituto “Pacinotti” mentre nella zona di costa lo scientifico “Marconi” di Carrara. Il comune di Bagnone e il Comune di Fivizzano, da parte loro, hanno proposto di istituire poli omnicomprensivi per coprire le esigenze scolastiche del II Ciclo per tutto il territorio della Lunigiana, ma è venuta meno la volontà di trovare una soluzione condivisa capace di tutelare l’assetto della rete scolastica provinciale nel suo complesso; e questo soprattutto in considerazione del forte disagio, oggettivamente esistente in Lunigiana, sul piano della logistica e dei trasporti. Chiaramente un’offerta scolastica anche tra le più soddisfacenti e di qualità risulterebbe inevitabilmente compromessa, se non supportata da un efficace sistema di trasporto per i ragazzi che devono raggiungere la scuola.

«Paghiamo lo scotto per una mancanza di attenzione e di investimenti sull’edilizia scolastica» ha rilanciato il consigliere e sindaco di Fosdinovo Camilla Bianchi durante la seduta; sottolineando come di fatto manchi una visione alta della scuola e ci si scontri troppo spesso su campanilismi inutili, lasciandosi poi sfuggire occasioni per realizzare politiche concrete. La Bianchi ha ricordato inoltre come la Regione abbia fatto presente in diverse occasioni la realtà scolastica esistente in Lunigiana: una situazione frammentata, le lezioni in alcuni casi che si tengono ancora dentro i containers (dopo il terremoto n.d.r.), ci sono scuole fatiscenti. E tutto questo - ha spiegato Camilla Bianchi - appare ancora più ingiustificabile alla luce dei numerosi finanziamenti di cui il territorio ha usufruito: infatti sono arrivati milioni di euro per la ricostruzione degli edifici scolastici dopo il terremoto. Ma, sempre secondo il consigliere, mancando una visione, si rischia di sprecare risorse.

 

La Bianchi ha rimarcato quindi la necessità di poli scolastici centrali coadiuvati naturalmente da un sistema di trasporti funzionante e ha messo inoltre il dito nella piaga richiamando l’attenzione sui dati che mostrano come ogni anno in Lunigiana,100 studenti, concluso il I Ciclo (dopo la III media) preferiscano iscriversi nelle scuole dello spezzino, meglio servite dal punto di vista dei trasporti e ritenute migliori nella qualità perché scuole “di città”. «Va fatta una pianificazione strategica per vincere questa sfida e la decisione di stasera rappresenta una sconfitta per il territorio» ha chiosato infine. Il pericolo a questo punto è che la Regione decida di non accogliere la richiesta di deroga ai parametri regionali presentata per la seconda volta dalla Provincia e richiami a sé il compito di mettere mano all’organizzazione scolastica del territorio.

 

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