Il Tirreno

Il sindaco ordina di riaprire lo stadio

di Luca Borghini
Il sindaco ordina di riaprire lo stadio

Braccio di ferro con il patron Tartaglia che in serata minaccia vie legali e lancia accuse contro l’amministrazione comunale

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CARRARA. Braccio di ferro tra il sindaco Angelo Zubbani e Raffaele Tartaglia. Dopo la decisione dell'attuale proprietario della Carrarese di chiudere le porte dello stadio ai tifosi azzurri, puntuale è arrivata la risposta del primo cittadino che ha intimato alla società di riaprire i cancelli dello stadio Dei Marmi. La Carrarese, ma va letto come proprietà Tartaglia, dovrà riaprire le tribune per far assistere i tifosi agli allenamenti. Ma Tartaglia non ci sta e in serata, tramite il sito del club, scrive una lettera aperta al sindaco e minaccia via legali perchè si sente diffamato. Ma andiamo con ordine.

La giornata è iniziata con la decisione della società di far sostenere gli allenamenti a porte chiuse fino alla sfida contro il Pontedera. Un comunicato apparso sul sito ufficiale ha informato cosi la tifoseria. A quel punto è intervenuto in prima persona il sindaco firmando l'ordinanza per la riapertura della tribuna dello stadio fatta immediatamente notificare dagli agenti di polizia municipale nella sede della Carrarese in piazza Vittorio Veneto obbligando all'apertura dei cancelli dei Marmi. Motivi di ordine pubblico: lo stadio va riaperto. E cosi la società dovrà fare. La decisione del sindaco Zubbani fa intuire quanta tensione ci sia tra Tartaglia e il primo cittadino. Il primo ormai "isolato" in città e il secondo deciso a usare tutte le armi per difendere la società calcistica della città.

Il pretesto è stata la chiusura delle porte dei Marmi ma poteva essere risolta in altre maniere se non ci fosse stato un muro contro muro. Mai nella storia della Carrarese, almeno la più recente, si è assistito ad una cosa simile. Anche nelle pagine più dure della storia azzurra i cancelli dei Marmi non si erano chiusi ai tifosi in maniera così perentoria e mai un sindaco aveva dovuto intervenire per risolvere una situazione simile. D'altronde con proprietà locali probabilmente i toni non si sarebbero accesi fino a questo punto perché il famoso "senso di responsabilità" per la storia della Carrarese avrebbe prevalso ma con proprietà lontane dalla città non si può certo invocare. Anche nelle recenti stagioni travagliate delle gestioni precedenti a Buffon mai era stato messo in discussione il sostegno da parte della tifoseria verso la squadra.

Cosa che invece ora sta drammaticamente accadendo. Da oggi comunque cancelli aperti allo stadio e a vigilare che ciò accada ci saranno gli agenti di Polizia Municipale. La reazione di Tartaglia arriva dal web con una lettera aperta al sindaco Angelo Zubbani. Scrive: «Ho appreso, al mio ritorno in Italia, che Ella, oltre a rilasciare dichiarazioni che a mio avviso sono diffamatorie nei miei confronti e per le quali darò mandato ai miei legali di valutare le azioni del caso, ha imposto la riapertura dei cancelli dello stadio “dei Marmi” nonostante la società abbia deciso in senso diverso per motivi che spetta solo ed esclusivamente alla società valutare. Vorrei essere sicuro che Ella ha operato nel pieno rispetto delle regole e delle leggi che, però, a me sfuggono. Vorrei essere sicuro che Ella è a conoscenza che il Comune di Carrara è debitore della società Carrarese Calcio per circa € 100.000 e che ad oggi, nonostante il mio impegno, non sono riuscito ad incassare tale credito.Vorrei essere sicuro che Ella avrà le Sue validissime argomentazioni per non aver dato riscontro alla mia richiesta di incontrarLa, richiesta che le ho inviato il giorno 9 ottobre - insiste Tartaglia -Vorrei essere sicuro che Ella abbia agito nella più totale legalità e consapevolezza delle situazioni andando ad incontrare la squadra direttamente negli spogliatori senza preoccuparsi di contattare la società. Vorrei essere sicuro che Ella è a conoscenza della situazione in tutti i suoi dettagli e che ha agito e continuerà ad agire nella legalità e secondo buona fede, nonostante con me non ne abbia mai parlato.Vorrei essere sicuro che i Suoi atti e le Sue dichiarazioni non abbiamo soltanto ulteriormente alimentato il ciarpame di notizie messe in giro da 2 mesi esclusivamente per giustificare inadempimenti altrui».

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