Gioco
Il Prc: centrosinistra finito bisogna tornare alle urne
Rifondazione comunista chiede le elezioni anticipate e attacca Pd e Bernardi «L’immobilismo dell’amministrazione fa male a tutti, pensano solo alle poltrone»
CARRARA. Basta polemiche, il centro sinistra è morto e defunto: il Pd tutto ne deve prenderne atto e in primis ne devono prendere atto coloro che si vantano di aver militato nel Partito Comunista. E per superare l'impasse in cui e' caduta la città, a questo punto, non resta che andare al voto. Lo dicono i vertici locali di Rifondazione Comunista che provano a chiudere così la querelle che si è aperta dopo l'addio alla maggioranza che sostiene l'amministrazione carrarese.
A Massimiliano Bernardi, l’assessore in quota Rifondazione che è uscito dal partito, ricordano che il Prc «non è adatto a chi si comporta da padrone e mette in campo la politica del favore a discapito di quella del diritto». Mentre a Roberta Crudeli, «che sbandiera in ogni occasione la sua militanza nel Pci», segnalano che «forse da quell'esperienza non ha imparato abbastanza».
Rifondazione comunista tiene il punto all’indomani della bufera seguita all'annuncio dell'uscita dalla maggioranza che sostiene l'amministrazione del sindaco Angelo Zubbani e del cambio di casacca dell’assessore Massimiliano Bernardi che ha stracciato la tessera di Rifondazione dopo 23 anni di militanza in segno di dissenso contro la decisione di uscire dalla maggioranza. Roberta Crudeli capogruppo del Pd in consiglio comunale aveva definito l’abbandono della coalizione da parte di Rifondazione come «un tentativo di rifarsi la verginità e di rincorrere il Movimento 5 Stelle all’opposizione». Accuse pesanti, rispedite ai mittenti dai rifondaroli che però, aldilà degli attacchi mirati, puntano il dito soprattutto contro il Pd «le cui diatribe interne non si contano più» e che costringe l'amministrazione a una situazione di immobilismo politico «che fa male a tutti». Anche per questo, così come avviene a livello nazionale, a Carrara il centrosinistra è finito e l'unica soluzione, garantiscono da Rifondazione, è tornare subito alle urne.
«C'è da prendere atto che il centrosinistra è finito, noi abbiamo dato delle risposte politiche segnalando quello che non siamo riusciti a fare. Il cambio di passo non c'è stato anzi il centrosinistra non esiste più e anche a Carrara governa il patto del Nazareno», spiega il coordinatore comunale di Rifondazione Comunista, Piero Marchini annunciando che la formula politica con cui si è governato, anche a Carrara, negli ultimi 7 anni si è ormai esaurita. «A questo punto non resta che dare alla città un governo nuovo, andare al voto anticipato e chi vince darà le risposte che il territorio chiede, dal lavoro alla sanità», aggiunge Marchini.
Quanto alle accuse lanciate dal Pd a Rifondazione, la replica arriva dai diretti interessati: «Qui nessuno vuol rifarsi la verginità uscendo dalla maggioranza... semmai è il Pd che col tempo si è allontanato dai bisogni dei cittadini e ha iniziato a pensare solo alle poltrone. Noi – spiega il coordinatore provinciale di Rifondazione Giulio Marchi - ci siamo limitati a prenderne atto».
Anche Massimo Menconi, il capogruppo di Rifondazione, si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Io l'ho vissuto sulla mia pelle da dentro il consiglio comunale. Finchè è stato possibile abbiamo provato a mediare e a fare sintesi, anche ma non solo sulla gestione del settore lapideo. Alla fine però non c'è stato più spazio per provare a tenere in vita l'alleanza con questo centrosinistra». Quanto poi alla presidenza della commissione Marmo – ha tagliato corto Menconi – «sono stato io il primo a dire che mi sarei dimesso».
Archiviate, si spera, le polemiche Rifondazione prova a guardare al futuro e a rimettere in piedi il partito, quello stesso partito che secondo Bernardi si sarebbe ridotto a un'assemblea condominiale. Una frecciata che i dirigenti provano a schivare sfoderando l'arma dell'ironia: «Chiameremo a raccolta i nostri condomini e ci confronteremo con serenità» scherzano i rifondaroli raccontando di essere a prendersi tutte le critiche che arriveranno perchè, in effetti, dopo gli anni al governo della città molti militanti sono decisamente “avvelenati”. La voglia di andare avanti però garantiscono i dirigenti c'è, soprattutto per riavvicinare il Partito ai bisogni veri dei cittadini.
Cinzia Chiappini
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