Il Tirreno

«Affianchiamo l’auto e facciamo boom boom»

Così i Ricci progettavano di rapire il compagno di Elisa Mazzi: «Poi urla e piange» Erano pronti a fare un attentato all’ispettore di polizia che stava indagando

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MASSA. Volevano fare un agguato contro un ispettore di polizia, un uomo della squadra mobile che con le sue indagini gli stava mettendo pressione addosso. Spuntano altre intercettazioni della faida dei Poggi, registrazioni ambientali (con microfoni piazzati sulle vetture degli indagati) che fanno rabbrividire perché oltre agli spari contro le abitazioni dei luogotenenti delle due bande c’era la volontà di fare attentati contro i magistrati e le forze dell’ordine. I Ricci volevano anche sequestrare Andrea Bonuccelli, compagno di Elisa Mazzi. Un nemico.

Pablo e Mattia. A voler colpire l’ispettore di polizia è Mattia Ricci ed è lui a rivelare le sue intenzioni al fratello più grande, Pablo. «Vorrei sapere dove abita», dice Mattia Il fratello dice il nome del poliziotto, ma noi lo omettiamo per motivi di sicurezza. Poi il discorso vira sul nemico. Ed è sempre Mattia, il fratello più piccolo, il più deciso: «Dobbiamo recuperare anche i soldi, se andiamo avanti ci servono». Pablo gli dà ragione: «Se c’è da colpire.., c’è da farne tanti in sequenza che loro non riescono nemmeno a riorganizzarsi... capito?». Poi con la macchina (a bordo c’è anche Thomas Quadrella, un altro degli arrestati dell’operazione Spari e dispari) raggiungono la palazzina dove abitano Elisa Mazzi e Andrea Bonuccelli: «Sono quelli lassù. Si, si sono in casa», grida Pablo. E Quadrella vuole fare qualcosa di clamoroso, tipo rapire uno dei nemici: «Li incocciamo al semaforo, affianchiamo e boom boom boom dal finestrino. Li becchiamo proprio, se riusciamo a portarcelo via», Ma Pablo Ricci lo frena: «Secondo me è un casino portarlo via, perché se gliela punti (il riferimento è alla pistola) lui qui inizia a urlare, a piangere eh». Ma Quadrella insiste: «Tun, tun, tun».

L’irruzione in casa Mazzi. Thomas e Quadrella durante il loro viaggio di perlustrazione a Castagnara in auto progettano altre scorribande. Ma anche agguati veri e proprie, come l’irruzione in casa dei Mazzi. «Non è il problema di esserci qualche d’uno, perché io entro e li pisto tutti. Però se fosse lui da solo è meglio capito. Ti concentri proprio a lasciarlo in terra senza che magari si mette in mezzo qualche d’uno». Ma il progetto di fare birruzione non decolla perché non hanno armi, le stanno aspettando per il giorno dopo. Quadrella chiede lumi al capo: «Non abbiamo un cazzo per andare dentro stanotte?». Pablo dice di no: «Con le man e con un legno. Io voglio entrare con un legno, butto giù la porta, gli do le legnate». Quadrella però lo mette in guardia: «Però non si sa mai, perché questi sono dei grandi infami e ce l’hanno il ferro dentro (la pistola)». Pablo ha fretta: «Ma che c’hanno? Ma che Gianlù non è buono neppure a sparare. Se fosse da solo sarebbe la giornata giusta stasera». Quadrella lo stoppa: «Ma poi intanto che i ferri ce li abbiamo domani a casa». E Ricci si convince.

La pistola non consegnata. I Ricci aspettavano una pistola, già pagata, da un ragazzo che chiamano Panzedtta (già identificato dalle forze dell’ordine). Lui però disattende l’impegno preso e questo continuo tira e molla fa arrabbiare la gang dei Ricci. Il più risoluto è Quadrella: «Se non ci da i soldi la prossima volta rimane in terra». Mattia Ricci gli dà man forte «Digli di non venire più a chiedere spiegazioni, cioè di non venire più a chiedere soldi». Quadrella ribadisce: «La prossima volta rimane in terra». Mattia annuisce: «Me di su, me di qua, me di giù e poi...». (d.d.)

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