Il Tirreno

Due donne per la giunta

di Manuela D’Angelo
Due donne per la giunta

Toto assessori, nel rimpasto spuntano i nomi di Lara Venè e di Maria Cristina Volontè

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MASSA. Toto giunta. Il parterre si allarga e adesso spuntano altri due nomi papabili a diventare amministratori: Lara Venè, ex assessore provinciale e Maria Cristina Volontè, candidate alle scorse regionali e presidentessa dell’istituto Valorizzazione castelli.

È una storia infinita: fino a quando l’operazione politica di allargamento della maggioranza, nell’amministrazione di Alessandro Volpi, prevedeva esclusivamente il rientro di Sel tra gli alleati, con un posto in giunta per la consigliera Elena Mosti, allora ancora si poteva ragionare di percorsi, obiettivi, programmi e segnali politici forti. Adesso, però, che tutti stanno chiedendo qualcosa al sindaco, in una sorta di questua quotidiana, l’operazione politica pare svilita e si impoverisce verso un mero scambio di poltrone.

Ci sono i Socialisti, che volevano il consigliere Giancarlo Casotti assessore e il segretario Sirio Bonini in consiglio; ci sono i renziani che volevano l’azzeramento della giunta, per poi discutere di un futuro rimpasto complessivo, con loro dentro è ovvio; ci sono gli ex volpiani, tutti figli del civismo, ma poi passati nel Pd, per seguire fedelmente il loro mentore ( Volpi) a cui, in effetti, il sindaco non ha dato nulla, perché scelse al di fuori delle sue liste ben tre assessori della giunta; poi ci sono i rigoniani di ferro, lo zoccolo duro del PD, che non accettano, ad oggi, un rimescolamento di carte in cui finiscano in minoranza, seppur nella maggioranza.

Un pasticcio non da poco. Il sindaco Volpi è come una preda imprigionata in una ragnatela e, per non soccombere, giustamente, adesso sta fermo.

Nulla si muove al terzo piano di palazzo comunale. Eppure, la scorsa settimana scrivemmo di una possibile giunta ad otto, con l’ingresso di Sel, dei socialisti e del consigliere Alessandro Balloni, lista blu per Volpi sindaco. Il terzetto, però, oggi vacilla perché Volpi ha detto “no” al consigliere Casotti, in favore di una donna socialista da inserire in giunta e il PD massese ha detto no a Balloni, in favore di un rigoniano da inserire in giunta.

Il “no” a Balloni deriverebbe dal fatto che lo storico gruppo consiliare del Pd, rappresentato in giunta da soli due assessori, Uilian Berti e Gabriele Carioli, non vorrebbe finire in minoranza, perché Balloni si aggiungerebbe ai “fedelissimi” volpiani, con Giovanni Rutili (assessore al bilancio) , Mauro Fiori ( cultura e sociale) e Silvana Sdoga (personale).

Inoltre, visto che il sindaco non fa che “elemosinare” nomi di quote rosa, ecco che il PD ne approfitta, perché ne ha da vendere: Lara Venè, ex assessore alla cultura in due giunte di Osvaldo Angeli in Provincia, poi “corteggiata” dagli arancioni di Roberto Pucci, ma senza mai tradire il Pd, vicina a Loris Rossetti durante le ultime elezioni regionali; poi, Maria Cristina Volontè, insegnante di scuola media, presidentessa dell’istituto Valorizzazione castelli, ex assessore comunale, sempre alla cultura, nella seconda amministrazione Pucci, candidata alle ultime regionali.

Il Pd, in pratica, parla chiaro: se rimpasto dev’essere, almeno che sia di qualità e con i nostri numeri. Ma Volpi tace ancora e intanto Sel perde la pazienza. L’unico nome su cui, pare, non ci sia mai stato indugio è quello della consigliera Elena Mosti, ma l’accordo è pronto da luglio ( firmato soltanto un mese fa), e sta diventando tardi per ottemperare a qualsiasi impegno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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