La manifestazione
«In ritardo con le case della salute»
L’accusa di Salvadori: «Un terzo della pensione per una visita»
MASSA CARRARA. «Ci dicano se è normale che un pensionato deve spendere un terzo della pensione per fare degli esami specialistici». A parlare è il segretario provinciale della Uil Fpl, Claudio Salvadori che punta il dito contro la politica, tutta, con una domanda. «La politica deve decidere - dice - vuole la sanità pubblica o privata? O meglio: sono per la sanità pubblica e vogliono mettere in piedi tutte le azioni necessarie a salvarla oppure vogliono solo rimanere con le mani in mano a guardare le decisioni calate dall’alto che stanno mettendo nelle mani dei privati tutti i servizi?».
Il segretario della Uil Fpl se lo chiede al termine dell’attivo unitario sindacale che si è svolto venerdì mattina nella sala del consiglio comunale di Massa (il primo a distanza di un anno) e a cui hanno partecipato centinaia di lavoratori e lavoratrici. C’erano gli operai della Eaton come quelli di Nca, i dipendenti pubblici e in testa quelli delle Poste, medici, infermiere, donne delle pulizie. Tutto il mondo del lavoro apuano compresso in un sala per discutere del futuro di questa provincia, stretta tra la morsa della crisi economica e di terreni ancora da bonificare, a dieci mesi di distanza dalla firma dell’accordo di programma sottoscritto anche dagli enti locali. Accordi non rispettati.
Fra i tanti temi anche la sanità, dal momento che l’accordo voleva che l’ospedale unico per acuti arrivasse all’apertura se e soltanto se i distretti nel territorio erano già stati potenziati. Cosa non avvenuta. E allora Salvodori si sofferma su questa promessa da marinaio: «La politica è assente su tutto il fronte rispetto alle problematiche che stiamo affrontando in previsione dell’accorpamento di area vasta. - commenta - Stiamo parlando di oltre 14mila dipendenti e ci sembra di capire che nel nuovo organismo la nostra provincia conterà ben poco, non solo a livello regionale ma anche di area vasta». Oltre alla riorganizzazione sovraprovinciale ci sono poi, secondo il sindacalista, da risolvere i problemi del territorio: «La politica deve dare delle risposte sui problemi concreti. Non possiamo nascondere che l’integrazione sanitaria con le case della salute rispetto al Noa è molto indietro. Le liste d’attesa, inoltre, sono troppo lunghe, il turn over degli operatori è inesistente e sta aumentando il numero delle persone che si rivolgono alla sanità privata. È normale che un pensionato debba versare un terzo della pensione per fare delle visite specialistiche? Molti rinunciano a fare le analisi con il risultato che dovranno poi essere curati con maggiori costi a carico del sistema sanitario regionale per l’aggravarsi delle patologie. Adesso basta discorsi - conclude Salvadori - vogliamo risposte dalla politica. Non va tutto bene: la situazione è disastrosa».
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