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Demanio, anche Montignoso vuole riprendersi i bagni

Demanio, anche Montignoso vuole riprendersi i bagni

Approvata la delibera per riportare parte del litorale in mano al Comune I 5 Stelle contestano: così si aggira la Bolkestein e si favoriscono i balneari

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MONTIGNOSO. Anche il Comune di Montignoso prova a riprendersi un pezzo di litorale per trasformarlo da demanio marittimo in bene indisponibile comunale. Il 27 novembre scorso la giunta Buffoni ha approvato con voto unanime della sua giunta composta da Gabrielli, Petracci, Lorenzetti e Gianfranceschi, una deliberazione che prevede lo spostamento del “dividente demaniale” in maniera tale da sottrarre al demanio marittimo la porzione di spiaggia su cui insistono i manufatti (leggi "stabilimenti balneari") e conseguentemente sottrarre allo spauracchio della Bolkestein, il comparto del cosiddetto turismo balneare tipico. L’operazione è regolata, anzi richiesta dalla Regione Toscana, che in applicazione di una legge del governo Renzi ha ai comuni costieri una "ricognizione" delle aree del demanio marittimo ai fini di una corretta perimetrazione del “dividente demaniale”. Un po’ tutti gli altri comuni costieri, da Piombino a Viareggio e a Pietrasanta e alla stessa amministrazione di Massa hanno deliberato in giunta – o si apprestano a farlo – la stessa richiesta. Che piace ai municipi perchè potrebbe consentire anche la possibilità di incassare rivedere i canoni di affitto – oggi veramente bassi – pagati dai titolari degli stabilimenti balneari.

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Ma che non piace, invece, al Movimento 5 Stelle che vede dietro alla “ricognizione” una manovra «orchestrata dall'alto, per favorire la lobby dei balneari». Niente di strano, attaccano i grillini di Montignoso: si tratta a loro avviso «dell'attuazione del famigerato testo unico Del Dotto, che l'attuale sindaco di Camaiore ha elaborato in anni di studi giurisprudenziali di concerto con esperti del settore sotto l'egida della senatrice Granaiola, che già nel 2013 aveva tentato la via della sdemanializzazione con una cordata di onorevoli e senatori del Pd e di Forza Italia, naufragata tristemente dopo l'intervento del vice ministro Fassina». Per il M5S il tutto è mirato ad aggirare la direttiva Bolkestein, cosa che a loro avviso deve essere contrastata. «La ragione alla base di questa richiesta sarebbe, secondo i nostri alacri amministratori, la perdita della demanialità di quella fascia di costa oggi sotto il demanio marittimo: quindi la "demanialità" viene meno semplicemente per il fatto che sull'arenile sono stati costruiti alcuni fabbricati. Il giochino è semplice, chi prende in concessione un arenile e ci costruisce sopra lo vede trasformare da demanio marittimo a demanio comunale, e quindi si vede liberato dall'incubo della Bolkestein». Il risultato sarebbe paradossale: «Se un soggetto costruisce su un terreno privato il manufatto, per accessione, viene acquisito dal proprietario del terreno; se invece un soggetto costruisce sul demanio marittimo, che appartiene a tutti i cittadini, non solo conserva la proprietà del manufatto ma, grazie alle amministrazioni Pd e Forza Italia della Toscana, riesce a sottrarsi alle leggi della libera concorrenza nel mercato interno fino magari diventare proprietario dell'intera area».

Il M5S della Toscana ribadisce la sua contrarietà a questa manovra e ricorda che si è espresso chiaramente nel merito della questione nel suo programma di mandato in cui per le concessioni demaniali balneari «vuole, tra le altre cose, che i Comuni possano tornare a gestirne direttamente una parte di queste e non certo per venderle ai privati».

 

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