Una commissione d’inchiesta sulla crisi societaria di Gaia spa
La richiesta dei grillini in tutti i Comuni serviti dall’azienda idrica pubblica e una proposta «Trasformiamo la ragione sociale da società per azioni ad azienda speciale consortile»
CARRARA. Le sorti di Gaia Spa sono appese a un filo tra problemi di bilancio e dimissioni dei vertici della società: i “conti non tornano” perchè, nonostante le bollette stratosferiche, la società in soli 10 anni di vita ha accumulato un debito di oltre 60 milioni nei confronti dei Comuni azionisti e rischia di dichiarare il dissesto. E' partendo da questi presupposti che il Movimento 5 Stelle lancia un'azione su area vasta: nei prossimi giorni i gruppi consiliari eletti nei comuni in cui la gestione dell'acqua è affidata a Gaia Spa, presenteranno alle rispettive amministrazioni la richiesta di istituzione di una commissione speciale di inchiesta «al fine di fare piena luce sulle vicende di Gaia Spa».
L'iniziativa sarà lanciata in sinergia dai consiglieri grillini di Carrara, Massa, Massarosa, Montignoso, Pietrasanta e Viareggio convinti che «quanto sta accadendo e sia accaduto all'interno della società sia meritevole di massima attenzione». Il riferimento è alle dimissioni dai vertici della azienda che si sono registrate negli ultimi mesi, dall'addio del vicepresidente Claudia Laudanna ad Agosto a quello, due giorni fa, del presidente Nicola Lattanzi ma anche a quella che il Movimento 5 Stelle descrive come una «grave crisi finanziaria in cui si trova da tempo la società a causa di un indebitamento a breve eccessivo a causa di anni di gestioni deficitarie imputabili a esponenti dei principali partii di governo che hanno lottizzato gli incarichi nelle società». A dimostrazione dei problemi di bilancio i “grillini” citano «la trattativa in corso con un pool di banche per la ristrutturazione di un maxi finanziamento da 140 milioni di euro che – come emerge dalla delibera 15/2015 dell'Autorità Idrica Toscana - garantirebbe a Gaia il Mantenimento dell'equilibrio economico finanziario». Ovviamente, sottolineano dal Movimento il rischio è quello di un ennesimo aumento delle bollette già peraltro piuttosto salate. Di qui l'avvio di una campagna su “area vasta” che vede in prima fila i gruppi consiliari della provincia di Massa-Carrara: «In questa situazione di dissesto la politica ha una grande responsabilità perchè ha usato per anni le partecipate e quindi anche Gaia per spartirsi le poltrone» ha attaccato Matteo Martinelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Carrara. «Abbiamo provato a chiedere maggiore trasparenza a suon di ordini del giorno ma finora abbiamo ottenuto poco o nulla» ha dichiarato Luana Menchini, “grillina” eletta nell'assise di Massa lamentando una scarsissima disponibilità da parte dell'amministrazione che in risposta alla richiesta del Movimento 5 Stelle si è limitata a comunicare le date di convocazione dell'assemblea dei soci di Gaia. Una situazione poco chiara, dicono gli attivisti, che temono non solo nuovi aumenti delle tariffe ma anche l'apertura di un percorso che di qui a breve possa sfociare nella dichiarazione del fallimento della Spa e della sua cessione a un soggetto privato. E per scongiurare questo scenario i grillini lanciano la loro soluzione alternativa: trasformare Gaia da Spa ad Azienda Speciale Consortile, per salvaguardare la sua natura “pubblica” e tutelare meglio i cittadini.
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