Il Tirreno

Gli albianesi accusano i sindaci Bagarre per una frase di Grassi

di Gianluca Uberti
Gli albianesi accusano i sindaci Bagarre per una frase di Grassi

Momenti di tensione nell’incontro tra i manifestanti e alcuni primi cittadini dell’Unione Magnani: «È la Provincia che può sospendere l’attività, in arrivo un piano di Ato Toscana»

3 MINUTI DI LETTURA





AULLA. Non sono mancati momenti di tensione nel tardo pomeriggio di giovedì nella sala consiliare del municipio aullese. Infatti, alcuni sindaci dell'Unione di Comuni montana della Lunigiana hanno incontrato un centinaio di cittadini di Albiano Magra in lotta contro la ditta Costa, giunti ad Aulla con una carovana di auto scortate dalle Forze dell'Ordine, e si è toccata con mano l'esasperazione della comunità albianese, che si sente abbandonata dalle istituzioni, che non si fida granchè di queste.

E la prova lampante si è avuta nelle contestazioni al vice presidente dell'Unione di Comuni, il sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, e, soprattutto, al sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi. Il primo è stato “beccato” dalla gente per avere rispedito al mittente le accuse all'Unione di essere stata inerte sulla questione Costa: «Non ci sto a questa cosa, la colpa va data a chi ha voluto questa situazione. Se la ditta Costa non è in regola, il Comune la faccia mettere in regola. E, comunque, non è facile fare chiudere una azienda così», ha aggiunto Varese. Ma una quasi sollevazione popolare si è verificata per una frase di Grassi, il quale, rispondendo ad una domanda dell'ex assessore comunale aullese Giovanni Chiodetti, albianese doc, che chiedeva ai sindaci presenti che cosa avrebbero fatto se la ditta Costa fosse stata nei loro Comuni, ha detto: «Non avrei permesso che vi sorgessero le case intorno».

Una frase che ha scatenato una autentica bagarre, con persone che si sono alzate in piedi, lanciando strali a decibel piuttosto elevati nei confronti del sindaco di Fivizzano, con addirittura un cittadino che, alla fine dell'incontro, si è diretto verso Grassi per esporre le proprie ragioni de visu. Fortunatamente l'incontro non è stato soltanto scontro, ma è del tutto evidente che la pazienza degli albianesi anti Costa è ormai al capolinea. D'altronde, questi chiedono che la ditta rispetti le leggi, visto che lavorerebbe in deroga ad autorizzazioni scadute nel 2010, come ha esposto una donna albianese in apertura. A fare gli onori di casa, poi, c'era il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, la quale non ha lesinato critiche all'Unione di Comuni, paventando il recesso di Aulla dalla funzione associata per la raccolta dei rifiuti: «La situazione dei cittadini non è mai stata presa seriamente in considerazione in sede di Unione e non vorrei che il Comune di Aulla arrivasse a recedere dalla funzione associata per la raccolta dei rifiuti. Si arrivi a un accordo con la nuova società che andrà a gestire la raccolta dei rifiuti in Lunigiana, ma voglio anticipare che c'è una proposta dell'Ato rifiuti Toscana costa in arrivo».

A supportare Silvia Magnani c'era il capogruppo consiliare aullese di maggioranza Sandro Caponi, il quale attaccava duramente l'azienda guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa e tornava a battere il tasto della delocalizzazione di questa fuori dal Comune di Aulla. E visto che si è fatto cenno alla nuova società che andrà a gestire la raccolta dei rifiuti in Lunigiana, è bene ribadire che questa è la Idealservice di Udine, con cui la ditta Costa avrebbe, da tempo, una partnership, una società che avrebbe la facoltà, come ha sottolineato il presidente dell'Unione, il sindaco di Casola, Riccardo Ballerini, di stabilire presso quali impianti conferire i rifiuti indifferenziati.

A prendere la parola era anche uno dei leader della protesta degli albianesi anti Costa, l'ex consigliere comunale aullese Walter Moretti, il quale si rivolgeva più volte al sindaco di Aulla per invitarla a sospendere l'attività della ditta Costa: «Sindaco, lei deve assumersi la responsabilità di sospendere l'attività della ditta Costa, anche perché se non lo fa lei, poi lo facciamo noi con gli atti amministrativi». La risposta di Silvia Magnani, però, non è cambiata rispetto ad altre occasioni pubbliche: «Posto che l'attività la dovrebbe sospendere la Provincia di Massa Carrara, occorre che un'ente come Asl o Arpat dica che c'è un pericolo imminente». Infine, Ballerini ha annunciato che la questione della ditta Costa sarà sul tavolo della giunta dell'Unione di Comuni giovedì prossimo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web