Sicurezza
Esumata salma ancora integra «Tutto a norma»
CARRARA. «La cura delle operazione in tutte queste fasi è stata massima e conforme alla situazione, onde arrecare emotivamente il minimo effetto nei congiunti presenti, come d’altronde anche la...
CARRARA. «La cura delle operazione in tutte queste fasi è stata massima e conforme alla situazione, onde arrecare emotivamente il minimo effetto nei congiunti presenti, come d’altronde anche la figlia esprime a mezzo stampa. La famiglia non rivolgeva né agli addetti né agli uffici cimiteriali della scrivente alcun reclamo né lamentela». Anche Apuafarma interviene in merito al caso della salma esumata ancora integra dopo diciotto anni e poi cremata il giorno seguente. Il caso era stato sollevato dalla figlia che ci teneva a rendere noto come funziona la “burocrazia”: la salma infatti non poteva essere riposta nella bara. Anche la società che si occupa del servizio ricostruisce la vicenda.
«Come prevede la normativa la famiglia è stata informata di poter scegliere tra le due opzioni: seppellimento in campo di riserva facilitandone la decomposizione per un periodo di tempo che si può stimare intorno ai tre anni oppure la cremazione dei resti a spese della famiglia e successiva sistemazione delle ceneri secondo le modalità previste dalla legge sempre a discrezione dei familiari. I parenti aventi diritto presenti alle operazioni optavano per la cremazione. Come prevedono le norme in oggetto le spoglie del defunto venivano preparate per il trasporto in un impianto di cremazione prescelto dalla famiglia, attraverso la sua sistemazione in saccoarriera specifico e specifico involucro in cellulosa, entrambi a norma. In attesa che le onoranze funebri prescelte dalla famiglia prelevassero il feretro così confezionato lo stesso veniva ricoverato in locale ex sala autoptica del cimitero. Nella mattinata successiva, l’agenzia Of Le Carraresi preleva il feretro per la sua traduzione al crematorio. Nei giorni successivi la famiglia provvedeva a recapitarci l’urna cineraria disponendone la allocazione in ossario in concessione». E aggiunge: «Da quando Apuafarma Spa gestisce i servizi cimiteriali in concessione, anche i resti mortali, ricavati da operazioni ove i familiari non ne reclamano il diritto né indicano la destinazione, a totale carico dell'azienda, ben oltre gli obblighi di legge, vengono sistemati in cassette di zinco apposite e a norma».
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