Sicurezza
Carrarese, stallo pericoloso
Oppicelli: «Per comprare per prima cosa serve la disponibilità delle quote e al momento non è così»
CARRARA. E' ancora stagnante la situazione intorno alla crisi societaria della Carrarese. Sul fronte interno le uniche notizie raccolte parlano di un sindaco Angelo Zubbani sempre impegnato a cercare qualche soluzione per traghettare la società di piazza Vittorio Veneto fuori dalle sabbie mobili, sia attraverso contatti con la classe imprenditoriale locale, sia con forze economiche esterne. Raffaele Tartaglia in queste settimane ha dichiarato di essere disponibile a lasciare il passo, in presenza di un soggetto serio in grado di garantire la continuità alla società azzurra, ma finora non sembrano essere arrivate offerte concrete all'attuale titolare del 70% della Carrarese. L'unica proposta pubblica di cui si è a conoscenza rimane quella che lo stesso Tartaglia ha rivolto al socio di minoranza durante la conferenza stampa dello scorso 10 novembre, quando l'imprenditore nativo di Benevento, ha offerto alla GVG Immobiliare il proprio 70% per un centesimo o al prezzo di valore nominale pari a 10.500 euro. In ogni caso si sta delineando un sempre più profondo strappo tra l'attuale presidente dimissionario e la città di Carrara. Secondo indiscrezioni gli industriali locali si sarebbero detti disponibili ad aiutare economicamente la Carrarese con un'asta dei blocchi oppure attraverso altre iniziative, a patto però che Tartaglia non sia più numero uno di piazza Vittorio Veneto.
Insomma, la Carrarese sembra trovarsi in una situazione di impasse davvero pericolosa e le scadenze di metà dicembre si avvicinano. Il tempo è poco: tenendo conto dell'imminente fine settimana e dell'Immacolata, qualsiasi ipotetica operazione verrebbe rimandata fino a mercoledì 9 dicembre. Rimane aperta anche la pista che porta alla cordata “del cioccolato”, ma anche in questo caso finora non ci sarebbero mai stati contatti diretti tra possibili compratori e i proprietari della Carrarese Calcio. In realtà non si può neanche parlare di una trattativa, ma di sondaggi accompagnati da manifestazioni d'interesse tramite interlocutori. La situazione anche in questo caso appare bloccata. «Non ho aggiornamenti». Ha dichiarato ieri pomeriggio Fabio Oppicelli, che di questa cordata rappresenta il volto più noto alla città di Carrara. «Ogni giorno sembra quello buono, poi c'è sempre qualche intoppo. Per poter rilevare queste quote bisogna anche che ci sia la volontà di cederle. Ad oggi non siamo riusciti ad arrivare al dunque. Di questo passo, nel momento in cui lo quote fossero disponibili, c'è da capire se questo gruppo di compratori sarebbe ancora interessato o meno. A volte nella vita – ha spiegato l'ex presidente della Carrarese - ci sono dei treni che passano e che possono cambiare le cose, come no. Prima di tutto serve la volontà e la disponibilità delle quote. Ovviamente noi ragionavamo sulle dichiarazioni di Tartaglia e sugli eventi di fatto, credendo che ci fosse la disponibilità di queste quote. Al momento non sembrerebbe così, poi tutto può cambiare da un momento all'altro. Prima di tutto bisogna capire se esiste la disponibilità». Il polverone che si è alzato intorno alla Carrarese – chiediamo a Oppicelli - potrebbe spaventare gli acquirenti? «Una volta che la cosa fosse fattibile, lo “spavento” può essere superato. La prima cosa è che sia effettivamente fattibile. Vedremo cosa succede. Noi siamo pronti a dare una mano, qualunque essa sia, sperando che venga fuori la soluzione migliore per la Carrarese e per tutti». Da parte di questo gruppo ci sarebbe l'idea di affiancarsi anche ad un azionariato popolare, ma queste sono tutte iniziative che arriverebbero successivamente. Al momento, senza presupposti chiari o punti fermi, si parla di aria fritta.
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