Sicurezza
Bonifiche, arriva l’ennesimo stop
CARRARA. Bonifiche, arriva un altro stop per l’area della ex Enichem. La conferenza dei servizi convocata a Roma, nella sede del Ministero dell’Ambiente a cui hanno partecipato la Regione, Arpat,...
CARRARA. Bonifiche, arriva un altro stop per l’area della ex Enichem.
La conferenza dei servizi convocata a Roma, nella sede del Ministero dell’Ambiente a cui hanno partecipato la Regione, Arpat, provincia e Comuni, ha promosso solo a metà i piani della Syndial per una bonifica attesa da oltre trent’anni dal territorio apuano.
Disco verde per quel che riguarda la bonifica della falda: dopo la messa in sicurezza è arrivato il via libera al progetto definitivo per bonficare. In sostanza per quel che riguarda il capitolo “acqua” la situazione sarebbe vicino alla soluzione finale.
Molte più riserve per quel che riguarda, invece, il suolo. Qui sono arrivate le note dolenti perchè il progetto prodotto da Syndial e consegnato nel mese di ottobre è stato esaminato da Ispra, da Arpat e dagli uffici del Ministero. La bocciatura è stata unanime perché il piano di bonifica non sarebbe coerente con le prescrizioni. Insomma una nuova bocciatura anche se, in questo ultimo caso, sarebbe più giusto parlare di una “sospensione”. Il Ministero, anche per l’interessamento del sottosegretario Silvia Velo, si è impegnato a riconvocare entro fine del mese, quindi da qui a una ventina di giorni, l’azienda a un tavolo tecnico per dare la possibilità di esaminare ulteriore documentazione. Insomma una sorta di riparazione che potrebbe concludersi con il via libera.
Sulla vicenda si mantiene molto cauto il sindaco Angelo Zubbani che, al termine dell’incontro romano ha espresso la sua insoddisfazione. «Il territorio aspetta da decenni un progetto serio di bonifica - ha messo in evidenza il sindaco - Un progetto che, lo ribadisco, riguarda 17 ettari di terreno mai come ora così strategici alla luce della presentazione del nuovo regolamento urbanistico. Quella parte di territorio resta bloccata e non è possibile pensare a nuovi insediamenti». Almeno non per ora. Dopo più di trent’anni.
(a.v.)
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