Il dolore
Via l’ospedale affari già a picco
Carrara, il grido di allarme dei commercianti della zona di Monterosso
CARRARA. Il grido di allarme dei commercianti di Monterosso: con l’addio ai reparti, niente luci, tanta desolazione e un calo degli affari del 30%. Serrande abbassate in almeno sette dei nove piani che compongono il Monoblocco, il quartiere che sprofonda nel buio al calar del sole e soprattutto tanta, tantissima desolazione: per farsi un’idea degli effetti del trasloco dei reparti dell’ospedale di Monterosso al Noa, è sufficiente dare una rapida occhiata alla facciata dell’edificio, farsi un giro nei parcheggi adiacenti alla struttura o osservare per qualche istante il via vai di passanti. Dal 13 novembre, il quartiere di Monterosso ha cambiato volto e si è trasformato in una periferia abbandonata.
Lo si capisce facendo due passi nella zona o ascoltando le testimonianze di chi qui ci vive e ci lavora: «Il via vai è notevolmente diminuito, il degrado qui c'è sempre stato ma ora che la zona si è spopolata si vede ancora di più» racconta Anna Maria Nicolai dal Bar Caffè de Medici che sorge proprio davanti all’ingresso dell’ospedale. «Noi chiudiamo alle 19 per evitare guai ma gli effetti del trasferimento si sentono eccome, abbiamo avuto un calo dell’attività pari ad almeno il 30%» confessa l'esercente.
I vicini commercianti confermano il bilancio: il bar- pizzeria “Gino e Graziella” di via del Cavatore, era un punto di approdo per dipendenti Asl e familiari dei pazienti, che spesso si fermavano per uno spuntino: «Lo sapevamo che sarebbe stato il tracollo...Siamo ancora qui solo perchè il fondo è di nostra proprietà altrimenti ci saremmo trasferiti proprio come l’ospedale» spiegano i titolari dell’attività che stimano in oltre il 30% le perdite registrate dal 13 novembre.
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«Le luci spente, il parcheggio vuoto, è diventato un deserto» spiega Paola Guadagni, dipendente di un negozio specializzato in articoli sanitari che, ovviamente, ha sentito in modo particolarmente accentuato i contraccolpi del trasferimento. E i toni desolati usati dai commercianti tornano nelle parole dei residenti della zona che confermano il radicale cambiamento registrato nel quartiere nelle tre settimane trascorse dal trasferimento: «È tutto più tranquillo, in giro si vedono poche persone e soprattutto i parcheggi sono sempre vuoti mentre prima non si trovava mai posto» osservano due signore mentre fanno la spesa.
Secondo i dati snocciolati dall’Azienda sanitaria, a seguito del “trasloco” sono circa un centinaio di dipendenti Asl che stanno continuando a lavorare a Monterosso e il loro numero tornerà a crescere quando il Monoblocco si trasformerà nel secondo polo sanitario della provincia, un presidio da 7-8 mila interventi l’anno, tutti rigorosamente in day surgery visto che le degenze sono state concertate al Noa. Un paio di settimane fa è stato il direttore dei presidi ospedalieri, Giuliano Biselli, a illustrare i tempi della “rinascita” del polo sanitario di Monterosso: entro metà dicembre arriveranno a Carrara dermatologia e neuropsichiatria infantile e a fine gennaio saranno attivati tutti i servizi previsti dal Pal 2012, ha garantito il dirigente.
La nuova dispozione dei reparti. Secondo la nuova disposizione, approvata dalla conferenza dei sindaci lo scorso 21 ottobre, il Monoblocco ospiterà al piano S i Sert di Massa e di Carrara, la risonanza magnetica e il centro di sterilizzazione, la senologia e gli ambulatori di cardiologia e urologia; al piano R endocrinologia, tac, radiologia, l’ambulatorio di gastroenterologia, la dermatologia, il centro screening e la psicologia ospedaliera (per pazienti non oncologici); nel piazzale esterno al piano S verrà realizzata una struttura prefabbricata che accoglierà la risonanza magnetica; al piano I saranno sistemati il medico competente, chirurgia ambulatoriale e una zona di appoggio pazienti ambulatoriali; il piano II sarà tutto dedicato all’oculistica e al piano III saranno sistemati gli ambulatori di ginecologia, la reumatologia e la diabetologia; il piano IV continuerà a ospitare il day hospital di oncologia e negli spazi storicamente adibiti alla degenza arriveranno i gruppi oncologici, le cure palliative e la psicologia ospedaliera (per pazienti oncologici).
Il piano V sarà tutto destinato alla libera professione. Le Palazzine di Monterosso saranno così destinate: la F accoglierà la neuropsichiatria infantile, la G il centro formazione aziendale, i trasporti sanitari oltre a medicina nucleare e Pet, l’edificio H la scuola infermieri e l’anatomia patologica e la I il dipartimento della prevenzione mentre la palazzina D resta da destinare. Visto lo stato di avanzamento dei cantieri al Monoblocco, però, sulle scadenze indicate dal direttore Biselli aleggiano molti dubbi, in primis quelli del sindaco Angelo Zubbani. La premura è dovuta non solo alle esigenze per così dire sanitarie della città ma anche alla necessità di evitare che Monterosso si trasformi in un quartiere fantasma: la speranza di tutti è che Asl rispetti le scadenze e che la zona torni presto a “vivere”, per i suoi residenti, per i commercianti e anche perchè no, per le casse di Progetto Carrara che col calo di affluenza nei parcheggi del quartiere è destinata a registrare, anche lei, un ammanco negli introiti.
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