Italia
Obitorio comunale, funerali a rischio
Cambiano gli orari, tutto chiuso nell’ora di pranzo: famiglie costrette a posticipare le esequie fissate nel primo pomeriggio
MASSA. Nuovi orari per l’obitorio comunale con chiusura in pausa pranzo. È il caos con tanto di famiglie costrette a posticipare le esequie. Ma andiamo per ordine e ripercorriamo a ritroso l’intera vicenda.
Il passaggio di consegne. Tutto comincia con il nuovo ospedale delle Apuane: l’azienda sanitaria in viale Mattei non porta soltanto ambulatori e sale operatorie. Là finisce anche l’obitorio. Nuova struttura e regole nuove perché l’obitorio, sul retro del grande edificio, accoglie soltanto chi è deceduto in ospedale. Lì non possono arrivare, invece, le salme di chi muore a casa o di chi - per citare un esempio immediatamente comprensibile - è vittima di incidente stradale.
È chiaro, quindi, che serva una seconda struttura e altrettanto chiaro che l’unico soggetto che possa farsene carico è il Comune. E così è: sull’Aurelia l’obitorio rimane, affidato a Palazzo civico. I locali sono dell’Asl che li “consegna” al Comune in comodato d’uso. L’azienda sanitaria concede all’amministrazione un mese per potersi organizzare e a novembre,oltre all’obitorio al Noa, continua a gestire anche quello lungo l’Aurelia. Modifica, però, gli orari: l’obitorio apre i battenti alle 9 per chiuderli alle 12 e 30. Quindi pausa fino alle 14 e 30 e stop alle 18.
Il 1° dicembre è la svolta: la gestione passa nelle mani di Casa Ascoli a cui l’ha affidata il Comune, con una spesa di circa 70.000 euro l’anno. E gli orari rimangono quelli del mese prima. Le onoranze funebri e i cittadini sono su tutte le furie perché il cambio di orari ha già creato parecchi disagi.
I disagi alle famiglie. Da novembre al 1° marzo, i cimiteri aprono alle 14 e chiudono alle 17 e molte famiglie decidono di celebrare i funerali nel primissimo pomeriggio sfruttando le poche ore di sole. Ma nelle scorse settimane chi ha organizzato le esequie alle 15 o addirittura alle 14 e 45 si è trovato in difficoltà perché l’accesso all’obitorio non era consentito fino alle 14 e 30: cancelli chiusi e carro funebre in attesa. Chiaro, quindi, che le onoranze e i cittadini chiedano di ripristinare l’orario continuato che consentiva di celebrare i funerali anche nel primissimo pomeriggio considerato - spiegano - che la partenza dall’obitorio deve essere fissata almeno mezz’ora prima della messa. Nelle scorse settimane, infatti, c’è chi è stato costretto a ricontattare il parroco per posticipare il funerale.
Insomma, un disservizio per chi, già provato da un lutto, non ha certo voglia e tempo di riorganizzare le esequie nel rispetto degli orari dell’obitorio. Non è escluso - ad onor del vero - che venga attivato un turno di reperibilità con un addetto che si renda disponibile ad aprire l’obitorio nella fascia di chiusura.
Contestazioni anche per il Noa. E i problemi non finiscono qui perché famiglie e imprese funebri contestano anche l’organizzazione dell’obitorio al nuovo ospedale della Apuane.
Spiegano che gli spazi sono angusti, sia per la collocazione delle salme, sia per l’accoglienza dei parenti.
I locali destinati proprio alla sistemazione delle salme - aggiungono - sono stretti e spesso impediscono alle onoranze di lavorare contemporaneamente. E - a concludere il quadro - non c’è neppure un lavandino.
Insomma, contestata sia la gestione comunale dell’obitorio, con la variazione degli nuovi orari, sia quella dell’azienda sanitaria al nuovo ospedale delle Apuane in cui gli spazi sono ridotti ai minimi termini. Le onoranze funebri chiedono, quindi - a Palazzo civico in primis - un tavolo per fare il punto, spiegare le loro particolari esigenze, evidenziare tutte le criticità e disegnare percorsi condivisi per risolverle.
Chiara Sillicani
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