Gioco
Nuovo ospedale, è guerra delle rimozioni di auto
Dipendenti sulle barricate: lavoriamo 8 ore per pagarci il carro attrezzi
MASSA. Entra al lavoro nel primo pomeriggio, è una giornataccia, le urgenze si accavallano, arrivano parecchi pazienti gravi, è una corsa ininterrotta. Alle 20 esce per tornarsene a casa e ops, niente auto: la sua macchina è stata rimossa. Non c’è nessuno che possa venire a prenderla, è costretta a chiamare un taxi, a raggiungere il deposito in cui è stata sistemata la sua automobile e - qui viene il bello - a sfilarsi dal portafoglio la bellezza di 87 euro.
Va su tutte le furie, prende il cellulare e chiama la redazione. Non si nasconde dietro un dito, ammette che la sua auto era fuori dagli stalli, ma assicura che non dava fastidio: «Non ho trovato posto nell’area riservata ai dipendenti e davvero non posso permettermi di pagare il ticket ogni giorno. Lo stipendio è basso, il contratto bloccato. Ho cercato un posto in cui la vettura non desse fastidio e non ostacolasse il transito dei mezzi di soccorso. Nonostante questo, sono stata costretta a pagare 87 euro. Quei soldi - fa due conti rapidi - io non li ho guadagnati davvero nella mia giornata di lavoro».
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Si sfoga e come lei fanno gli altri 4 colleghi che chiamano in redazione: stessa dinamica, stessa storia, stessa rabbia. L’Asl lo ha detto e l’ha fatto: ha assicurato che tutte le auto fuori dagli stalli sarebbero state rimosse - «questione di sicurezza» ha spiegato Giuliano Biselli, direttore di presidio - e lo ha fatto. Ieri mattina il carro attrezzi è tornato all’ospedale. Nei giorni scorsi “ha passato al setaccio” le due rotonde dove l’azienda ha affisso i cartelli di divieto di sosta e, ora che da quelle parti di macchine non se ne vedono più, è in azione nell’area antistante l’ospedale e in quella di fronte al pronto soccorso, riservata ai mezzi del 118.
Decine di auto sono state rimosse ieri mattina. Senza alcuna distinzione: l’automobile è dove non dovrebbe? L’Asl la fa portare via, indipendentemente da chi sia il proprietario. Paziente, visitatore o lavoratore non fa differenza. Ma i dipendenti dell’Asl sono sul piede di guerra, inferociti dalle continue rimozioni e chiedono aiuto ai sindacati. Valerio Musetti è il segretario provinciale della Cgil per il settore sanità, lui al nuovo ospedale ci lavora e “tira le orecchie” all’azienda: «Fanno decine di rimozioni ogni giorno, hanno scelto di costruire il nuovo ospedale in project financing e ora a subirne le conseguenze sono cittadini e lavoratori. Basterebbe una sessantina di posti auto per evitare che i dipendenti debbano pagare il ticket, sta all’Asl garantire quegli stalli».
Enzo Mastorci, segretario funzione pubblica per la Cisl, si meraviglia che l’azienda sanitaria non abbia previsto il disagio: «In ospedale lavorano circa 1.700 persone e i posti auto a loro disposizione sono 400, era evidente che al cambio turno ci sarebbero stati problemi, con il rischio che qualcuno sia costretto a mettersi le mani in tasca. Mi pare che quanto sta accadendo sia la conferma di una scarsa attenzione da parte dell’azienda sanitaria nei confronti di chi lavora». E ora è all’Asl - è la conclusione del sindacalista - che tocca risolvere il problema.
Le soluzioni proposte fino ad ora non vanno giù: l’azienda a comprare parte degli stalli ci ha pensato, ma la spesa è eccessiva. Propone, quindi, l’abbonamento o, in alternativa, di un carnet di 20 ingressi giornalieri (un giornaliero costa 4 euro) a 30 euro. Ma i sindacati chiedono, invece, che sia garantito a tutti i lavoratori il posto auto gratuito.
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