Il Tirreno

Disabili e barriere «Pochi progetti e realizzati male»

di Francesca Vatteroni
Disabili e barriere «Pochi progetti e realizzati male»

Matteo Paci fa il punto a sei mesi dalla firma del protocollo: «Quadro scoraggiante». E chiede un delegato in giunta

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MASSA. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) è il 3 dicembre la giornata internazionale della disabilità, sempre celebrata dalle istituzioni nazionali ma troppo spesso dimenticata dalle istituzioni locali, proprio come quest’anno».

A parlare è il presidente della consulta per persone con disabilità di Carrara, Pierangelo Tozzi, che, insieme al consigliere comunale Matteo Paci, hanno voluto fare un punto sullo stato dell’arte del progetto di abbatimento delle barriere architettoniche nei due comuni di costa a sei mesi di distanza dall firma del protocollo da parte delle associazioni che operano nel settore e gli enti locale.

Un quadro piatto, scoraggiante, dove poco o nulla è stato fatto e i disabili continuano a fare i conti con «una politica assente».

Una delle richieste che salta fuori dalla conferenza stampa che ha preso vita ieri mattina è infatti proprio quella di - in questo periodo di rimpasti di giunta ventilati - introdurre anche una figura che si occupi delle disabilità.

Il resconto dei due anni e mezzo di amministrazione massese è, dicevamo, poco incoraggiante: le risorse nel settore sono poche e mal distribuite.

Un esempio pratico: gli 80.000 euro stanziati per metà dalla Regione per il progetto relativo alla costruzione di due ascensori in due scuole, potevano essere spesi in modo migliore, considerato che si sarebbe potuto consentire agli studenti disabili di raggiungere le loro classi, semplicemente collocandole al piano terra. Mentre ci sono altre piccole situazioni, disseminate tra le scuole del territorio, che, seppure molteplici, reclamerebbero meno dispendiosi interventi; come ad esempio il dosso presente all’ingresso della scuola Staffetti che ostacola l’entrata per chi è costretto a spostarsi con una carrozzina.

Esiste poi un altro modus operandi, praticato in più di una occasione, nell’amministrazione delle risorse destinate all’abbattimento delle barriere architettoniche, che ne compromette l’ottimale gestione: e cioè l’uso delle stesse risorse, anche per la manutenzione di complessi pubblici adiacenti o connessi alle strutture riservate ai disabili.

Un esempio in questo senso poteva essere rappresentato se non si fosse intervenuti in tempo, dalla scuola Tagliercio, dove i fondi stanziati attraverso il Peba (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche, per il quale il 10% di quanto raccolto a titolo di oneri di urbanizzazione viene destinato all’abbattimento delle barriere architettoniche) per ristrutturare i bagni riservati ai disabili, stavano per essere in parte usati anche per ristrutturare i bagni dei non disabili.

Ma forse il caso più eclatante si è verificato con la mancata attuazione di quanto deliberato e concordato attraverso il protocollo firmato a giugno, dal Comune di Carrara e di Massa oltreché dalle associazioni Anfass, Anmil, Handysuperabile, Dammi Voce, vertente sull'abbattimento delle barriere architettoniche appunto.

La questione alla base di queste difficoltà- fanno notare Paci e Tozzi- è l’assenza di una figura capace di coordinare e controllare la fase esecutiva e la regolarità degli interventi in questo campo.

Per questo motivo, si auspicano entrambi una decisione da parte delle istituzioni locali, volta a creare un responsabile ad hoc, distinto dall’assessorato alle politiche sociali, che possa seguire con maggiore attenzione la politica sociale per la disabilità.

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