Il Tirreno

«Sulle bonifiche serve maggiore trasparenza»

di Cinzia Chiappini
«Sulle bonifiche serve maggiore trasparenza»

Le senatrici grilline: «Sulla zona industriale, documentazioni che non risultano agli atti»

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CARRARA. Alla vigilia della Conferenza dei servizi decisoria sul sito di interesse nazionale di Massa-Carrara in programma al ministero dell’Ambiente, le due senatrici carraresi del Movimento 5 Stelle lanciano un appello per una maggiore trasparenza sul processo di bonifica e, dopo un incontro i vertici del dicastero affermano: «Le aziende che hanno inquinato non collaborano e ci sono rimpalli tra gli enti».

Per procedere alla bonifica del sito di interesse nazionale di Massa-Carrara e rimettere le aree nella disponibilità di aziende e imprese serve maggiore trasparenza: parola di Laura Bottici e Sara Paglini, le due senatrici carraresi del M5Stelle che martedì hanno partecipato a un incontro al ministro dell’Ambiente dedicato proprio allo stato delle bonifiche nelle quattro aree del Sin.

«È intenzione del Movimento 5 Stelle mantenere acceso il focus sullo sviluppo industriale di Massa e di Carrara. A tal proposito, oggi a Roma, si terrà la Conferenza dei servizi decisoria, un passo importante che vede coinvolti tutti i livelli amministrativi» affermano le due senatrici auspicando di essere aggiornate tempestivamente sull’esito dell’incontro. Intanto però Laura Bottici e Sara Paglini sottolineano le criticità emerse dall’incontro avuto al ministero dell’Ambiente: «Ci sono documentazioni richieste che non risultano agli atti e rimpalli di responsabilità: il tutto blocca l’iter di bonifica e così le quattro aree del Sin restano inutilizzabili» raccontano le due senatrici grilline, citando i documenti forniti dallo stesso ministero.

In particolare, in una nota compilata appena un mese fa, il ministero riferisce che in merito al «decreto di approvazione per bonifica per le acque di falda dell’area ex agricoltura di pertinenza della Società Syndial Spa, la Regione Toscana ha comunicato a novembre 2015 che non è soggetto a Via regionale e ha invitato la Provincia e il Comune di Carrara a esprimersi. Gli enti devono rispondere».

Secondo le due esponenti del Senato si tratterebbe del classico “rimpallo di responsabilità” tra enti, utile solo a perdere tempo e a rinviare gli interventi. Le aziende responsabili delle aree del Sin, dal canto loro, non si starebbero mostrando molto collaborative: secondo il report del ministero, Syndial, Solvay Bario e il Consorzio Investimenti Produttivi (ex Ferroleghe) non hanno ancora presentato i progetti di bonifica loro richiesti ed Edison non ha ancora consegnato nemmeno il «report sullo stato di attuazione degli interventi di messa in sicurezza già eseguiti e da realizzare». Difficile dunque, con queste premesse, riuscire a sbloccare in tempi brevi la situazione di un territorio che ormai da troppo tempo attende di riavere piena disponibilità della “sua” zona industriale.

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