Finanza
«Sulla sicurezza basta parole, ora fatti»
Venturini (Cgil): la familiarità non faccia sottovalutare i rischi. Figaia (Cisl): non parliamo di fatalità
CARRARA. «Ma ora sulla sicurezza si faccia qualcosa di concreto».
A dirlo sono i sindacalisti che commentano quanto accaduto nella cava di Campocecina.
«Devo ammettere che vedere l’elicottero prendere la rotta delle cave è stato terribile - commenta Marco Venturini della Fillea Cgil - Per fortuna l’incidente avvenuto nel piazzale della Valton non ha avuto conseguenze gravi. Ma riporta immediatamente l’attenzione sul problema della sicurezza».
E Venturini aggiunge: «Anche in questo caso vittima dell’infortunio è stata una persona esperta, responsabile della cava in cui è avvenuto l’incidente - precisa - Continuiamo a ripeterci le stesse cose: attenzione, rispetto del protocollo ma quando ci troviamo di fronte un lavoratore di 66 anni, e di grande esperienza forse quello su cui oggi bisogna alzare la soglia di attenzione è la familiarità»
Insomma lavorare, a livello di prevenzione, per evitare che alcune manovre, alcune operazioni di cava diventino così familiari da farne sottovalutare i rischi: questo è quello da cui bisogna ripartire, non solo per il sindacalista della Fillea ma anche per l’ingegnere Maura Pellegri, del Dipartimento sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro.
Per Venturini, comunque, il problema della sicurezza va preso di petto. E affrontato nella sua completezza.
«Una cosa è certa - dichiara - qui bisogna fare qualcosa e farlo in tempi stretti. Non tanti discorsi che poi non portano a nulla. Aspettiamo che la Regione ci convochi per fare il punto su cui si è impegnato il presidente Rossi».
Fatti concreti sulla sicurezza in cava sono quelli che auspica anche il segretario della Cisl, Andrea Figaia.
«Io ripeto una cosa, la stessa che ho detto pochi giorni fa - spiega Figaia - Di fronte agli incidenti in cava non è possibile, non è più possibile, parlare di fatalità perché non si possono liquidare così gli infortuni che avvengono al monte altrimenti significherebbe essere indifferenti di fronte a questo stillicidio».
Insomma Andrea Figaia riporta l’attenzione sul problema della prevenzione e sulle regole: «Dobbiamo metterci a un tavolo, con la Regione, per dare risposte concrete al settore».
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