Il Tirreno

Rimpasto di giunta, Casotti rimane fuori

di Manuela D’Angelo
Rimpasto di giunta, Casotti rimane fuori

Problemi di quota rosa nel toto assessori: a Volpi manca il nome di una donna Il consigliere socialista: «È l’ultima volta che il mio gruppo dà la fiducia al sindaco»

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MASSA. Cosa sta bloccando il rimpasto di giunta per il sindaco di Massa Alessandro Volpi? Intanto la mancanza delle quote rosa da inserire tra gli assessori, poi le lotte interne al Pd che è fin troppo variegato e al momento non sa mettersi d’accordo su quale appetito saziare, quello dei renziani, quello degli ex volpiani o quello dei rigoniani. È tutta una questione di correnti e di nomi che rendono il rimpasto di giunta una specie di favola, a cui nessuno crede più. Risultato: il sindaco non riesce a decidere, continua a promettere, poi rimescola le carte, poi aggiunge idee e percorsi.

Lunedì pomeriggio, prima dell’avvio del consiglio comunale, si è consumato l’ultimo atto: il sindaco dice “no” a Giancarlo Casotti, consigliere del Psi, che era stato dato per certo nella nuova giunta massese. Nulla di personale, naturalmente: il sindaco Volpi ha semplicemente problemi di quote rosa e infatti aveva chiesto ai socialisti il nome di una donna da poter inserire in giunta. Il partito di Massa, però, si è incaponito con Casotti, anche se le voci sostengono che il segretario Zubbani prediligesse un altro nome, e così Volpi stava pensando alla sostituzione di uno dei suoi assessori uomini, si disse Mauro Fiori, per inserire la quota rosa e portare a tre le donne in giunta, oltre a Silvana Sdoga, anche Elena Mosti, consigliera di Sel, cui spetterebbe la poltrona secondo gli ultimi accordi di maggioranza, e la new entry, da pescare nella società civile. Sembrava quasi fatta, ma all’ultimo momento Volpi pare abbia detto ai socialisti che la giunta si allarga soltanto con una donna, forse perché il sindaco non se la sente di sostituire più il suo fidato Mauro Fiori, o forse perché, in una possibile giunta a otto elementi, le donne dovranno essere quattro e non più tre (dunque la Sdoga, la Mosti, la sostituta di Fiori, sempre per ipotesi, e una socialista). Il Psi di Massa non l’ha presa bene, anche perché era stato tutto predisposto per far entrare in giunta Casotti e permettere l’ingresso in consiglio comunale dell’attuale segretario comunale Sirio Bonini. Come ha reagito il Psi, lo si è visto poche ore dopo, quando proprio Casotti in consiglio comunale ha dichiarato: «E’ l’ultima volta che il mio gruppo dà la fiducia al sindaco». Così Volpi capisce che la sua maggioranza vacilla, anche se, per un voto ballerino, ce n’è un altro conquistato all’opposizione: quello del consigliere Udc, Agostino Incoronato, negli ultimi mesi sempre più allineato con la maggioranza, e senza la presa di posizione del suo partito, che tace, forse in imbarazzo e in attesa di prendere decisioni serie. Inoltre la giunta ad otto avrebbe dovuto prevedere l’allargamento ad un ex volpiano, e si parlò del consigliere Alessandro Balloni. Volpi, in queste ore, è bloccato anche su quel nome, perché il gruppo storico consiliare del Pd non è d’accordo. «Perché un volpiano ?», si chiedono, visto che già la giunta ne è più che rappresentata, senza contare lo stesso sindaco, da Rutili (bilancio), Sdoga (personale) e Fiori (cultura e sociale)? Lo sbilanciamento sarebbe troppo serio. Se del Pd dev’essere, che sia un rappresentante dello zoccolo duro del partito, visto che di far entrare renziani, pare, non se ne parli. In tutto questo Sel sta a guardare, sempre più scocciata di come il suo ingresso in maggioranza sia stato gestito dal sindaco Volpi che, per adesso, da lei ha soltanto preso, senza dare nulla.

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