Il Tirreno

«Rifondazione comunista? È ridotta a un condominio»

di Cinzia Chiappini
«Rifondazione comunista? È ridotta a un condominio»

Parla Massimiliano Bernardi uscito dal partito dopo 23 anni di militanza «Resto in politica e ho rimesso il mandato di assessore al sindaco Zubbani»

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CARRARA. «Rifondazione Comunista si è ridotta a un'assemblea di condominio, non ha un progetto politico e uscendo adesso dalla maggioranza fa una scelta illogica»: Massimiliano Bernardi, il top scorer del partito della falce e martello non le manda a dire e dopo 23 anni di militanza abbandona i rifondaroli per “divergenze politiche”. L'assessore ha già rimesso il suo mandato nelle mani del sindaco Zubbani e sui rumors riguardo un suo imminente ingresso nel Pd dice: «A gennaio deciderò cosa fare, ma resto in politica» Massimiliano Bernardi conferma l'addio a Rifondazione Comunista il partito in cui è nato – parole sue - 23 anni fa ma con cui ormai si è aperta una spaccatura insanabile. E nonostante la ferma intenzione di restare comunista, perchè spiega «essere comunisti non è una questione di tessere ma di comportamenti», i toni della sua separazione per così dire “consensuale” dai rifondaroli sono durissimi. «Solo sei mesi fa hanno firmato un patto di fine legislatura con la maggioranza e ora decidono di uscire: è una scelta illogica, perchè manca un solo anno elezioni e perchè non hanno un progetto politico» attacca il “top scorer” dei rifondaroli. Alle ultime amministrative Bernardi ha avuto circa 900 voti: «E' il 5% di quanto ha preso il Partito. Sono molto conosciuto, sono assessore a tempo pieno... alla prossima tornata Rifondazione rischia di non entrare nemmeno in consiglio: gli serve il 4% ma a livello nazionale sono solo all'1%» sintetizza. Ma l'assessore non si limita ai numeri e lancia contro il suo ormai ex partito un affondo durissimo: «Vogliono far credere di essere un partito strutturato ma all'ultima riunione, quella decisiva, hanno dovuto fare una doppia convocazione, come nelle assemblee di condominio, per garantire il numero legale...Rifondazione è ridotta a un'assemblea di condominio» racconta e, a conferma dell'immagine di un partito “in rovina”, entra nel dettaglio dei tanto contesi “circoli” dei Paesi a monte. «I 30 iscritti del circolo di Torano non hanno rinnovato la tessera 2015 per dissenso nei confronti della linea politica, i 20 tesserati di Sorgnano faranno altrettanto per il 2016 e Codena e Castelpoggio hanno chiuso i battenti da anni per mancanza di iscritti» riferisce Bernardi precisando che i militanti di Torano e Sorgnano sono con lui, così come i due uomini eletti nei consigli dei cittadini di Carrara adiacenze e Avenza. Quanto poi alle dinamiche che hanno portato a questa situazione, Bernardi parla di un lungo addio: «E' da un anno che si parla di questa uscita dalla maggioranza, io ho sempre detto che era una scelta sbagliata ma loro non mi hanno dato ascolto. Alle prossime elezioni vedremo chi avrà avuto ragione» polemizza l'assessore, certo che a perderci saranno i rifondaroli e lasciando intendere la sua volontà di continuare a far politica. Con quale partito? Per l'assessore è ancora presto per dirlo: «Mi confronterò con gli ex iscritti che la pensano come me e dopo Natale annuncerò la mia decisione» dice Bernardi, rifiutandosi di confermare o smentire le voci che lo danno in cammino verso un imminente ingresso nel Pd. Intanto ieri mattina, poco prima di ufficializzare il suo addio a Rifondazione, Bernardi ha rimesso il suo mandato di assessore nelle mani di Angelo Zubbani: «La scelta spetta a lui, nel frattempo sarò l'assessore del sindaco». Il primo cittadino, interpellato sulla vicenda, si è preso del tempo per decidere: la scelta è se confermare l'incarico a Bernardi, titolare di deleghe strategiche come l'Urbanistica, la Casa, l'Ambiente e la Protezione Civile o cambiare il terzo assessore in cinque mesi. «Ci rifletterò» ha dichiarato lapidario il sindaco di Carrara.

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