Sicurezza
Massa, rischio crollo, chiuso l’ingresso dell'alberghiero al Toniolo
Ci sono anche i termosifoni spenti, gli studenti protestano
MASSA. Senza riscaldamento da giorni, con un’aula chiusa per infiltrazioni da mesi, con finestre che non si possono aprire. E, da ieri, anche con l’ingresso chiuso, transennato dai vigili del fuoco per rischio di crollo. La buona scuola non è qui, non è nell’edificio all’angolo tra viale Trieste e via 27 Aprile sede dell’istituto Toniolo e, in via provvisoria – ma qui provvisorio vuol dire anni – di una parte dell’Alberghiero Minuto.
È proprio nella parte più a monte dell’immobile, quella che ospita le classi prime e seconde dell’Alberghiero (che si trovano lì perchè una parte della sede principale del Minuto, a Marina, è a sua volta chiusa, inagibili e sottoposta a lavori di ristrutturazione) che ieri mattina è scattata l’emergenza. Chiamati da alcuni genitori, i tecnici dei vigili del fuoco del comando di Massa hanno fatto una verifica e confermato quel che anche un occhio poco esperto poteva sospettare: la pensilina in cemento armato che sormonta la porta di ingresso all’istituto, macchiata da infiltrazioni d’acqua, con pezzi di intonaco pronti a staccarsi, è un pericolo. Potrebbe cedere o, comunque, c’è il rischio che da essa crollino pezzi di cemento e di calce, magari in testa agli studenti. Immediata, dunque, la decisione di bloccare il passaggio, di vietare ogni passaggio sotto la tettoia pericolante. I pompieri hanno delimitato e inibito tutta l’area, che arriva fino al cancello esterno. E così resterà finchè non ci sarà un intervento di messa in sicurezza.
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La nuova magagna accresce il malumore degli studenti, già da almeno una settimana alle prese con i termosifoni che non funzionano. «Le caldaie funzionano a giorni alterni. Ci sono giornate in cui in classe fa un freddo cane e bisogna stare con i giubbotti», dice Valentina, studentessa di seconda. I ragazzi hanno più volte disertato le aule, con scioperi improvvisati, come hanno fatto anche ieri, dopo l’arrivo dei vigili del fuoco. Avevano già buone ragioni per protestare: oltre al freddo nelle aule, denunciano finestre sigillate «perchè se si aprono cadono gli infissi», un’ aula chiusa «perchè a causa della troppa umidità le pareti sono diventate verdi di muschio». Ora ne hanno un’altra.
«Paghiamo le tasse per mandare i nostri figli a scuola e guardate come si ritrovano», denuncia Francesca Galardi, una delle mamme più attive a difesa dell’istituto. L’istituto rimane, comunque, aperto. La sicurezza per i circa 450 studenti del complesso del Toniolo (300 dell’Alberghiero, 150 dell’istituto tecnico) e per tutto il personale è garantita. I vigili del fuoco hanno escluso problemi immediati nelle altre parti dell’edificio e il professor Rocco Giacomino, responsabile della sicurezza dell’edificio spiega che in caso di necessità di evacuazione, ci sono altre tre uscite di sicurezza – una delle quali viene ora utilizzata in alternativa a quella transennata – in grado di garantire il deflusso delle persone.
La chiusura cautelare dell’entrata del Toniolo-Alberghiero fa seguito al crollo, avvenuto il 2 ottobre scorso, di una parte dell’intonaco in un’aula dell’istituto Salvetti, che provocò il ferimento di una ragazza, e a decine di altri episodi – registrati in varie scuole – di infissi rotti, porte che non si aprono, aule che devono essere chiuse perchè in condizioni “pietose”. L’impressione è quella di un degrado crescente e apparentemente inarrestabile degli edifici scolastici della città. La Provincia, cui spetta il compito di curare gli immobili, ha appena stanziato fondi per manutenzioni d’urgenza. Tra cui 40.000 euro proprio per la pensilina del Toniolo. Meglio tardi che mai.
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