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Auto rimosse ai dipendenti, Cgil all’attacco

Auto rimosse ai dipendenti, Cgil all’attacco

Musetti: basta farla pagare ai lavoratori. Si faccia carico l’Asl del ticket per parcheggiare

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MASSA. L’azienda sanitaria ingaggia la lotta contro la sosta selvaggia: installa i cartelli di divieto di sosta alle rotonde e nell’aria antistante l’ingresso dell’ospedale. E non scherza: se trova una macchina fuori dagli stalli, chiama il carro attrezzi. Così, nei giorni scorsi, qualcuno - paziente o visitatore - uscito dall’ospedale, si è ritrovato senz’auto.

Ma anche parecchi dipendenti sono stati costretti a chiamare a casa per farsi venire a prendere: la loro macchina era stata rimossa. E la cosa ha sollevato la reazione della Cgil che torna a sottolineare la gravità di un parcheggio a pagamento all’ospedale. Per i cittadini e pure per i lavoratori. Perché - per ripercorrere la vicenda - i 400 stalli gratuiti riservati ai dipendenti non sono sufficienti: al cambio turno (in particolare a quello delle 14) si sommano le automobili di chi sta per uscire a quelle di chi sta montando in servizio. Risultato? Chi arriva è costretto a pagare il ticket. Valerio Musetti, segretario provinciale della Cgil, non le manda a dire: «Adesso è più che mai chiaro- e questa è la premessa - che con il sistema del project financing si è scelto di privatizzare l ’ospedale per ben 20 anni, ma l’azienda sanitaria non può pensare che dipendenti con stipendi intorno ai mille euro e un contratto bloccato da sei anni, si mettano pure la mani in tasca ogni giorno per pagare il parcheggio sul luogo di lavoro. Paghino piuttosto i dirigenti che, viste le loro retribuzioni mensili, il costo del ticket possono ammortizzarlo». Dipendenti Asl, ma non solo: «Tutti i lavoratori dell’indotto, ogni volta che non trovano uno stallo libero, sono costretti a sfilare soldi dal borsello o a fare i conti con l’abbonamento quando in busta paga, si ritrovano 600 o 700 euro».

Ieri parecchi dipendenti, arrivati a lavoro, non hanno trovato posto nell’area riservata e, per evitare il salasso parcheggio, hanno lasciato l’auto fuori dagli stalli, in zone in cui - assicurano - non davano comunque fastidio. Usciti, si sono ritrovati senza macchina, costretti anche a pagare 87 euro per il carro attrezzi. Una di loro chiama in redazione, arrabbiatissima: «Dopo 8 ore di lavoro, pure la beffa».

«Le soluzione dell’Asl - rincara Musetti - non sono sostenibili, l’idea di un carnet con 20 accessi giornalieri al costo di 30 euro non è pensabile». Poi arriva la proposta: «Tocca all’azienda provvedere, mancano circa una sessantina di posti auto per i lavoratori, li paghi l’Asl al gestore e assicuri in questo modo un posto auto gratuito a tutti i suoi dipendenti».

Proposta che l’Asl adesso dovrà valutare per verificarne la sostenibilità economica. Certo qui 60 stalli faciliterebbero la vita ai lavoratori, preservando il loro stipendio ed eviterebbero gli attacchi frontali all’azienda sul tema sosta.(c.s.)

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