Il Tirreno

Aumentano le imprese ma anche i disoccupati

Dal 2007 al 2014 il numero delle persone senza lavoro è quasi raddoppiato E chi apre un’attività, sente la crisi e la chiude nell’arco di pochissimo tempo

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La crisi c’è, ma non tutti la lasciano trionfare. Piuttosto molti si rimboccano le maniche e tentano il tutto per tutto. Così dal 2007 ad oggi nella nostra provincia le imprese sono aumentate: ce ne sono ben mille in più, pari al 5%. Dal 2007 sono passate da 21.612 a 22.688. A tradurre i il concetto in dati è stato l’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio che la crescita dell’imprenditoria l’ha messa nero su bianco nel rapporto economia. Quasi un’impresa su due (41%) è under 35, (9,8%), diretta da donne (22,4%) e da imprenditori stranieri (10,7%): «È evidente - analizza Vincenzo Tongiani, presidente dell’istituto - l’apporto determinante che le imprese giovanili, femminili e straniere garantiscono al nostro tessuto economico».

L’incremento delle imprese non ha trovato però riscontro sull’occupazione: il tasso di disoccupazione è praticamente raddoppiato passando dall’8,4% del 2007 al 16,4% del 2014. L’anno scorso un giovane su due tra i 15 ed i 25 anni era senza lavoro (49,1%). Nel 2007 il tasso era stabilizzato al 13,4%. Contenuta la riduzione del tasso di occupazione, dal 60,2% al 58,3% dell’ultima fotografica dell’ente camerale. I disoccupati sono 15mila (erano 6mila nel 2007).

«L’impoverimento progressivo delle grandi fabbriche - prosegue Tongiani- che avevano garantito un fondamentale contributo all’occupazione ha avuto inevitabili conseguenze sul tasso di disoccupazione. La crisi, l’instabilità e la mancanza di politiche di sviluppo concrete ha prodotto un dato senza precedenti che ha spinto il nostro territorio ai livelli del Sud».

C’è un altro dato che merita di essere analizzato ed è il tasso di sopravvivenza delle imprese iscritte negli anni 2011, 2012 e 2013. Le imprese locali nate nel 2011, nell’anno successivo, il 2012, nell’85,3% dei casi sopravvivevano, una cifra che diminuiva di circa 11 punti nel 2013, per risultare a fine 2014 del 66,5% circa. Questo dato mostra come, fatto 100 il numero delle imprese iscritte alla Camera di Commercio nel 2010, solo 66 restavano operanti ed attive a consuntivo 2014, con la perdita di ben 34 unità imprenditoriali: «Una impresa su tre nata nell'ultimo triennio non ce l’ha fatta. L’edilizia - analizza Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio - è il comparto che si è rivelato più vulnerabile e fragile malgrado sia il settore con l’incidenza più importante, seguite dalle attività commerciali, turistiche e manifatturiere». Insomma le imprese si aprono - forse per tentare il tutto per tutto - ma si chiudono poco dopo. I comparti economici più resistenti sono quello dei trasporti e spedizioni con un tasso di sopravvivenza dell’86,4%, seguito dall’ agricolo (82,5%), da quello delle assicurazioni e credito (76,2%), daiservizi alle imprese (73,35) e altri settori (72,3%). Le stesse dinamiche sono osservabili se il campo di riferimento si riduce agli ultimi due anni, ditte iscritte nel 2012 e loro sopravvivenza al 2013 e 2014. Se riduciamo la rilevazione alle iscrizioni avvenute nel 2013, osserviamo un tasso di sopravvivenza nel 2014 dell’86,5%, che, comparandolo al dato degli anni precedenti, mostra come nell’ultimo periodo la difficoltà di restare in vita da parte delle imprese appena nate sia in parte migliorato,passando dall’ 85,3% del 2012, all'85,8% del 2013, per fermarsi all'86,5% di fine 2014.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze