Il Tirreno

Massa, tate interinali per i Nidi e stop alla graduatoria

Claudio Figaia
Massa, tate interinali per i Nidi e stop alla graduatoria

Sterzata dell’amministrazione sulle supplenze. La Sdoga: così evitiamo cause Ma le mamme protestano e un servizio di eccellenza rischia di scomparire

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MASSA. Educatrici supplenti fornite da agenzie interinali per sostituire le educatrici titolari assenti. E annullamento della graduatoria a tempo determinato delle educatrici. È questa la manovra dell’amministrazione Volpi sui nidi d’infanzia comunali. Una scelta che sta facendo discutere e sta sollevando contestazioni. Nella politica ma anche tra le famiglie dei bambini che frequentano i nidi comunali. E non tanto perchè la mossa appare il trionfo del precariato e della flessibilità, quanto perchè sollevane dubbi sulla qualità del servizio.

Strutture di qualità i nidi Massa lo sono: luoghi ben gestiti, ben organizzati, con personale ben formato e attento, dove i piccoli stanno bene. Lo riconoscono un po’ tutti: le famiglie, gli addetti ai lavori e anche la Regione Toscana: un piccolo grande vanto per l’amministrazione e per la città forse sottovalutato. Un’eccellenza che rischia però di essere messa in discussione da questa manovra. Così almeno la pensano molte mamme e pure le opposizioni.

Secondo Carmen Menchini della 28 Aprile, ex assessore all’Istruzione e a sua volta maestra d’asilo «tra le pieghe del Bilancio c’è il significativo spostamento di 35.000 euro dal settore personale a quello del lavoro interinale che va a toccare un settore delicatissimo in cui l'utenza è costituita da piccoli da 0-3 anni». Il che sarebbe una pessima marcia indietro: «Dopo tutti gli sforzi compiuti dalla passata amministrazione (ricordiamo l'assunzione di 31 educatrici, l'apertura di un nuovo nido a Marina), ora si smantella pian pianino un servizio che è stato riconosciuto come eccellente dalla Regione. E per giunta si compie questa scelta di soppiatto, inserendo la variazione nell'assestamento, senza darne una chiara illustrazione e fornendo come unica motivazione il risparmio economico e l'incapacità dell'ente di fare fronte ai ricorsi del personale sui contratti evidentemente non redatti correttamente. Troviamo allarmante – dice ancora la consigliera di minoranza – che il fatto di possedere un’eccellenza territoriale sia per questa amministrazione infatti un motivo di forte disagio, dovendo sostenere questo livello di qualità con opportune risorse».

Ma l’assessore al Personale Silvana Sdoga respinge questa lettura negativa e controbatte. «Le sostituzioni hanno creato sempre problemi specie quando sono di breve durata: gli uffici non sono in grado di trovare una supplenza che dura pochi giorni e si rischia di lasciare i piccoli senza una guida. Un problema serio che con il ricorso alle agenzie interinali viene superato». Il fatto, però è che anche le supplenze più lunghe verranno coperte dalle tate interinali.

La scelta di stoppare la graduatorie ha tuttavia anche un’altra ragione. Tra il 2003 e il 2010, il Comune faceva un largo ricorso a maestre assunte con contratti a tempo determinato per coprire le carenze di organico nei Nidi comunali. Risultato: una trentina di tate “usa e getta” ha fatto causa e presentato maxi richieste di risarcimento. Ottenendo ragione: 11 di queste cause sono in Cassazione solo quelle costeranno più di mezzo milione alla collettività.

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Anche per questo, cioè per evitare altri contenziosi ed altri esborsi, l’amministrazione ha deciso di stoppare la graduatoria delle educatrici a tempo determinato. Spiega ancora l’assessore: «Noi abbiamo due graduatorie una per tempi indeterminati e una per tempi determinati. In via cautelare abbiamo deciso di non affidare più incarichi a tempo determinato per evitare nuove cause. In ballo c’è più di un milione di euro che il Comune rischia di dover pagare per questioni, sottolineo, non create dalla nostra amministrazione. E poi c’è una legge che vieta le graduatorie per tempi determinati. Finora, per le sostituzioni delle tate abbiamo attinto alla graduatoria a tempo indeterminato, con le difficoltà di cui dicevo prima. Con l’interinale, invece, abbiamo più flessibilità».

E la qualità del servizio? L’assessore cerca di tranquillizzare mamme e opposizioni: «Alle agenzie interinali chiediamo personale qualificato con le stesse competenze e professionalità delle “nostre” educatrici. L’eccellenza del nido non è in discussione il rapporto educatori bambini è molto basso e tale resterà, la scelta è nella direzione della tutela dei piccoli e dei servizi».

C’è infine la questione del nido Cavalluccio Marino, affidato a una cooperativa, la Compass: una esternalizzazione piena di un servizio che nel resto delle strutture è gestito direttamente dal Comune con il suo personale. Non si poteva assumere altre tate? «No», replica ancora l’assessore Sdoga, «le assunzioni sono bloccate in questo settore: in Comune sono andati in pensione 22 dipendenti, di cui una sola educatrice. Ma la legge impone che tutte le risorse vengano utilizzate per assorbire il personale della Provincia, per cui tutti i posti nei settori tecnici siano coperti con passaggi dalla provincia e non sono previste altre assunzioni. Perciò la giunta ha già fatto un atto di indirizzo per una nuova gara di affidamento del nido Cavalluccio».

Claudio Figaia

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