Il Tirreno

Consorzio bonifica, pagheranno anche cave e bagni

Cinzia Chiappini
Consorzio bonifica, pagheranno anche cave e bagni

Per la sicurezza dei corsi d’acqua cittadini e associazioni potranno “adottare” un canale e monitorarlo ogni mese

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CARRARA. Anno nuovo vita nuova anche per il Consorzio di Bonifica Toscana Nord. Complici la riforma voluta dalla Regione Toscana per la definizione delle competenze sui corsi d’acqua e la presa d’atto che il territorio apuoversliese è quello in cui si registra il numero massimo di eventi alluvionali su scala nazionale, il Consorzio di Bonifica ha annunciato per il 2016 una serie di impegni stringenti che dovrebbero contribuire a migliorare il livello di attenzione e di sicurezza idraulica. Le novità vanno dal reperimento dei fondi per finanziare gli interventi al cronoprogramma dei lavori e sono state annunciate dal presidente Ismaele Ridolfi e dal vicepresidente Fabrizio Bertelli che insieme all’ingegner Massimo Lucesi sono intervenuti davanti alla commissione Lavori Pubblici di Luca Barattini (Pd).

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Dal nuovo anno, ha spiegato Ridolfi ci saranno solo due soggetti incaricati della manutenzione dei corsi d’acqua, ovvero Regione e Consorzio: la definitiva uscita di scena di Provincia e Unione dei Comuni dovrebbe sgomberare il campo da accavallamenti di competenze e confusione sulle responsabilità, partendo dal presupposto che, in linea di massima, al Consorzio spetteranno le operazioni di manutenzione ordinaria. Queste vengono finanziate in parte dagli stanziamenti dell’amministrazione regionale e in parte dal contributo di bonifica: più ampia è la platea dei contribuenti e più risorse ci sono a disposizione. Di qui l’impegno a inserire nella platea di coloro che sono chiamati a pagare il balzello balneari e cave: «Finora sono rimasti esclusi ma stiamo lavorando perché dal 2016 paghino anche loro il contributo» ha garantito il vicepresidente Bertelli. Già a disposizione per il prossimo anno, per il territorio del Comune di Carrara ci sono circa 500 mila euro: gli interventi in programma sui reticoli della nostra città saranno messi a disposizione su un’apposita pagina web dove sarà possibile seguire lo stato di avanzamento dei singoli lavori giorno dopo giorno.

E per far sì che tutto proceda per il meglio i cittadini e le associazioni del territorio saranno chiamate a “partecipare” alla sicurezza idraulica dei corsi d’acqua: chi vorrà potrà quindi “adottare” un canale, impegnandosi a compilare un report mensile per aggiornare il Consorzio su quanto accade nella zona o su eventuali interventi da effettuare. Anche per essere più vicino ai cittadini, il Consorzio di Bonifica Toscana Nord aprirà una sede nel nostro territorio: le trattative sono ancora in fase di definizione ma gli spazi dovrebbero essere quelli utilizzati da un altro Consorzio, quello della Zona Industriale. Ovviamente la lista delle cose da fare è piuttosto lunga e tra le priorità indicate dai vertici dell’ente si segnalano un progetto da 1 milione di euro per il dragaggio del Lavello e uno da 1,4 milioni di euro per il reticolo del Parmignola. Sulla lista delle emergenze c’è anche il Gragnana, che a detta del vicepresidente Bertelli, «è uno dei canali fino a oggi più trascurati». Il corso d’acqua, lo ricordiamo, è attualmente interessato da un ampio movimento franoso in zona Grazzano che minaccia il parcheggio del parco della Padula ma soprattutto le case popolari antistanti.

Anche per questo Luca Barattini e i suoi consiglieri hanno insistito sulla necessità di un intervento a brevissimo termine: «Già a febbraio abbiamo chiesto un finanziamento ma per ora non ci hanno ancora risposto. A breve avremo un incontro con gli enti competenti per fare il punto della situazione» ha replicato Ridolfi concludendo che sul Grazzano, un po’ come per il Carrione, «è necessario uno studio ad ampio raggio che rispondere alle tante criticità del corso d’acqua».

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