Il Tirreno

La maggioranza vacilla sulle variazioni di bilancio

La commissione respinge l’assestamento con le astensioni decisive del Pd che poco dopo in consiglio vota compatto per il sì. Sullo sfondo, la guerra del rimpasto

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MASSA. La maggioranza si sfalda nel pomeriggio in commissione, ma la sera si ricostituisce in consiglio comunale. Nel primo pomeriggio di ieri, alle 14 la commissione Bilancio convocata per esprimere il parere sull’assestamento di Bilancio presentato dall’assessore Giovanni Rutili, boccia il documento economico. Due i voti contrari, Carmen Menchini della 28 Aprile e Luana Mencarelli dei 5 Stelle, quattro gli astenuti: Elena Fruzzetti, Fabrizio Panesi, Thomas Lazzarotti, Eleonora Biancolini, tutti del Pd. Vota sì uno solo consigliere, Luca Anghelè, piddino area Volpi. Un risultato clamoroso, perchè è quasi tutta la maggioranza, compresa la capogruppo del Pd Fruzzetti, a bocciare l’amministrazione. «Mai vista una cosa simile, questa è un’amministrazione da record, dopo avere portato il Regolamento urbanistico in aula senza il parere della commissione consiliare, adesso riesce a portare l’assestamento addirittura con il voto contrario», infierisce la Menchini.

Qualche ora più tardi, però in consiglio comunale, quando dopo una lunga (e per una volta anche interessante) discussione, la variazione di bilancio va in votazione, ecco che la maggioranza ritrova i voti. Tutti, anche dei consiglieri più “malpancisti”: 23 sì, 4 no (28 Aprile e M5s), un astensione (Stefano Benedetti, Fi). Miracoli della politica.

Due le intepretazioni di quello accaduto nella giornata di ieri. La prima, sostenuta dalle minoranze, è che quel voto in commissione – il Pd che di fatto sfiducia il sindaco – sia un segnale pesante lanciato nella palude delle trattative sul rimpasto-allargamento della giunta Volpi. Un messaggio trasversale degli insoddisfatti, un avvertimento a non andare in direzioni non gradite.

La seconda versione è quella sostenuta dal Pd e, a ben guardare, non è meno pesante. Per i consiglieri piddini, nessuna dietrologia - «abbiamo un sindaco, 5 assessori, noi di maldipancia per il rimpasto non ne abbiamo», – sintetizza Giorgio Raffi – : l’astensione scaturisce da un dissenso sui contenuti. Sono contrari alla decisione dell’amministrazione Volpi di appostare in bilancio 80.000 euro per la raccolta differenziata nel centro storico, quando le previsioni erano quelle di estenderle nelle frazioni. E sono critici sul blocco delle graduatorie per le educatrici e lo stanziamento di risorse per lavoratrici interinali per le sostituzioni negli asili. «Il governo Renzi fa riforme per stabilizzare il lavoro, qui si punta sul precariato», dice Elena Fruzzetti.

Il sindaco Alessandro Volpi e l’assessore al Bilancio Rutili difendono la manovra, spiegano che gli stanziamenti ad Asmiu non prefigurano una scelta politica di “dove” estendere il porta a porta; che gli interinali servono a coprire i buchi delle assenze delle, educatrici; che il bilancio è sano e che stanzia 6-700mila euro in più per il sociale, in particolare per i disabili e per i minori ospitati in strutture.

Basta questo a trasformare le astensioni del pomeriggio in voti favorevoli della sera. Riccardo Ricciardi irride: «Siete dei grandi attori»; Giancarlo Casotti, del Psi, dichiara a muso duro che «questa è l’ultima volta che il mio gruppo dà la fiducia al sindaco, non sono attaccato alle poltrone», lasciando intendere che si sia del vero nelle voci sul niet del partito socialista (leggi: di Zubbani) alla sua eventuale entrata nella giunta Volpi.

Claudio Figaia

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