Il Tirreno

Forte e Mazzoni, assaggi di primarie

di Riccardo Sordi
Forte e Mazzoni, assaggi di primarie

Primo confronto pubblico in vista del 13 dicembre. Lavoro, sanità, rinnovo della classe politica e Ztl sono i temi caldi

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PONTREMOLI. Se il buongiorno si vede dal mattino la sensazione è che le primarie aperte del prossimo 13 dicembre possano davvero rappresentare un appuntamento importante per la politica cittadina.

Certo l’incontro che si è tenuto venerdì sera nelle Stanze del Teatro della Rosa tra i due candidati alle Primarie, Leo Forte da un lato e Francesco Mazzoni dall’altro, non si può considerare il “primo” passo verso la votazione che si terrà tra poco più di due settimane. Ma è stato il primo incontro, dopo l’ufficializzazione dei due candidati, in cui si è potuto creare un confronto diretto con la popolazione. E la grande partecipazione (alcuni presenti sono dovuti restare in piedi per mancanza di sedie disponibili) dimostra che quantomeno interesse rispetto a questo percorso partecipativo nella scelta del candidato sindaco (che è la prima volta che viene effettuato a Pontremoli) c’è.

Così si sono trovati di fronte due modi diversi di intendere la politica (anche se su molti argomenti i due candidati si sono trovati in sintonia) e anche di porsi davanti al potenziale elettorato: più calmo e composto il più maturo Leo Forte, più deciso e dinamico il giovane Francesco Mazzoni. Numerosi gli argomenti trattati nelle quasi due ore del confronto che è stato moderato da un decano del giornalismo pontremolese come Luciano Bertocchi che ha intervallato le domande ai due candidati con riflessioni e anche pungenti stimoli alle due parti.

È partito subito all’attacco Mazzoni: «C’è bisogno di una rivoluzione altrimenti Pontremoli muore». Una rivoluzione che passa dalla sfida primaria che è quella di creare possibilità lavorative soprattutto per i giovani: «Non è possibile che tanti ragazzi e ragazze debbano lasciare la loro città perché non trovano risposte alle loro esigenze lavorative. L’amministrazione deve e può intervenire cercando di creare una mentalità imprenditoriale che in questi anni è mancata. Ci sono due strade da percorrere: primo lavorare con le scuole, stimolare i giovani, l’altro aspetto e quello di cercare di limitare i lacciuoli burocratici. Oggi chi vuole investire in attività produttive si trova di fronte un percorso burocratico ad ostacoli. Nel rispetto delle normative bisogna cercare di agevolare chi vuole investire su Pontremoli».

E infine una riflessione sul turismo che non sia «un turismo per gioco, come fatto fino ad ora, ma che abbia delle caratteristiche serie per lo sviluppo della città».

Anche Forte, sia pure con il suo tono più controllato, è subito partito lancia in resta: «Sono 25 anni che ci governano le stesse persone che si tramandano di padre in figlio. E che portano avanti politiche razziste e clientelari. C’è bisogno di cambiare, c’è bisogno di persone diverse e nuove». Per Forte la rivoluzione passa dal trasformare il Comune «in un luogo più accogliente e solidale. Non solo verso gli altri ma anche verso tutti i cittadini».

E per quanto riguarda il turismo: «Pontremoli deve smettere di essere una città del turismo “mordi e fuggi”. Dobbiamo creare strutture ricettive e di accoglienza che permettano soggiorni lunghi. Troppi soldi in questo settore sono stati buttati via». Per quanto concerne la valorizzazione del centro storico Mazzoni porta avanti un suo vecchio pallino, quella della Ztl per permettere «ai residenti di poter circolare ma allo stesso tempo di liberare le due piazze. È ormai inaccettabile che i due cuori pulsanti della città, Piazza della Repubblica e Piazza del Duomo, siano, nei fatti, due parcheggi». Ma Mazzoni intende rimarcare come il centro storico non debba «divenire un museo a cielo aperto. Altrimenti il suo destino è la chiusura. Difesa delle sue bellezze, ma anche possibilità, per chi voglia investire e ristrutturare, di farlo in tempi ragionevoli». Forte su questa tematica ha illustrato il suo metodo: arrivare in auto solo da Porta Parma fino a Piazza Duomo («per non sacrificare gli abitanti di San Nicolò») mentre piazza della Repubblica non sarà più adibita a parcheggio e sarà permesso il solo transito dalla Piazza fino alle quattro strade per l’uscita delle vetture. Si sono entrambi trovati d’accordo sull’ipotesi di un percorso di avvicinamento verso l’ingresso del Comune nel Parco dell’Appennino («ma senza imposizioni dall’alto come ha provato a fare l’attuale amministrazione con eolico e biomasse - ha evidenziato Mazzoni – ci sarà confronto con la popolazione») e sulla difesa dell’ospedale. Mentre Forte ha concluso con un appello al rinnovamento rispetto all’attuale contesto politico, Mazzoni ha chiesto di ritrovare l’orgoglio di essere pontremolesi e di fare qualcosa per la città.

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