Il dolore
No agli pneumatici, Albiano torna in piazza
I cittadini non si fidano della proposta della Regione e chiedono: nell’impianto soltanto materiale già differenziato
AULLA. Gli albianesi che manifestano da quasi un mese e mezzo per chiedere la chiusura della ditta di trattamento rifiuti urbani Costa Mauro non si fidano delle istituzioni e, stamani, scendono nuovamente per strada ad Albiano Magra. Infatti, alle ore 10,30 un corteo si muoverà dall’edicola del paese verso la stazione ferroviaria dismessa di Caprigliola, per fare poi ritorno in piazza del monumento ai Caduti, il luogo-simbolo della mobilitazione degli anti Costa.
Quindi, una nuova manifestazione per dire no alla presenza in mezzo alle case dell'azienda di lavorazione dei rifiuti, ma anche per dire che la soluzione proposta dalle istituzioni, ovvero destinare agli impianti materiale differenziato, pertanto non odorigeno, in luogo dell'indifferenziato, agli anti Costa non basta. E a spiegare le motivazioni che hanno spinto gli albianesi anti Costa a tornare sulle barricate è uno dei leader della protesta, l’ex consigliere comunale aullese Walter Moretti, il quale spiega chiaramente che «per fare sul serio bisogna chiudere la linea di produzione di Css», cioè il “Combustibile Solido Secondario, che è un prodotto per bruciatori derivato dalla trasformazione dei rifiuti. «Non chiudere questa linea – prosegue il consigliere – significa, comunque, che potrebbero essere lavorate fra le 50 e le 60.000 tonnellate di pneumatici, mentre noi vogliamo che ad Albiano Magra arrivino soltanto rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata pura, quindi carta, plastica e vetro. Non basta dire stop ai rifiuti indifferenziati, bisogna dire chiaramente che la linea di produzione di Css va chiusa e se l'Ato rifiuti continuerà a prevedere la lavorazione di Css ad Albiano Magra, è del tutto evidente che non ci può andare bene», sottolinea perentoriamente Moretti. Non cambia, insomma, la linea degli abitanti, che dopo il rogo che nella notte del 4 ottobre scorso ha devastato una parte dell’impianto Costa, provocando, tra l’altro, il divieto di consumare ortaggi e verdure coltivati nella zona.
Le istituzioni si trovano dunque nel mezzo a tentare una difficile mediazione, tra lgi abitanti da una parte e, dall'altra parte della barricata l'impresa, c'è Mauro Costa, patron dell'azienda che porta il suo nome. Il quale, interpellato sulla prospettiva di non potere più lavorare il rifiuto indifferenziato, si trincera nel silenzio, preferendo non rilasciare alcuna dichiarazione. Ricordiamo che la possibilità di fare lavorare alla ditta Costa soltanto rifiuti differenziati è scaturita dall'incontro svoltosi giovedì presso gli uffici regionali a Firenze, a cui erano presenti l'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, il vicepresidente della Provincia di Massa Carrara, Ugo Malatesta, il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, l'ingegnere del settore ambiente della Provincia di Massa Carrara, Alessandra Malagoli, e l'Azienda Regionale Recupero Risorse (Arrr).
«Al termine della riunione – scriveva la Regione in una nota – è stato deciso che sarà, a breve, convocato un incontro con Ato costa, nel quale verificare la possibilità di destinare all'impianto materiale differenziato, quindi non odorigeno, in luogo dell'indifferenziato, ipotesi alla quale lo stesso imprenditore si è pubblicamente dichiarato disponibile. Questa soluzione potrebbe contemperare le esigenze della cittadinanza di Albiano Magra con il mantenimento del livello occupazionale attuale». concludeva la Regione Toscana.
Vedremo ora quale sarà l'atteggiamento delle istituzioni di fronte alle porte ancora chiuse, seppur non sbarrate, degli albianesi anti Costa. La sensazione è che la partita sia ancora tutta da giocare.
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