Il Tirreno

Nessuna evasione, ma alluvione

Nessuna evasione, ma alluvione

Assolta la titolare di un circolo: le fatture erano state distrutte dal fango

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MASSA. La guardia di finanza le aveva contestato un’evasione fiscale di centinaia di miglia di euro, perché quando era entrata nel circolo Le follie di Charlie, una sorta di ritrovo culturale che di sera diventava ristorante, non aveva trovato le fatture relative alle spese sostenute dalla titolare, Shila Landucci. La donna ha sempre contestato quanto detto dalle fiamme gialle, giustificandosi con il fatto che quelle ricevute non le aveva perché erano andate distrutte nell’alluvione del 2012. Si è fatta rappresentare dall’avvocato Riccardo Balatri e dopo un anno e mezzo di udienze si è vista dare ragione dal giudice Fabrizio Garofalo, che l’ha assolta dal reato di evasione fiscale perché effettivamente è stato dimostrato che quei documenti - che riguardavano gli anni dal 2009 al 2011 - erano stati distrutti dal fango che aveva sommerso Massa.

In aula l’avvocato Balatri ha fatto sfilare le persone che avevano spalato quel fango e che avevano contribuito a far ripartire il circolo Le follie di Charlie, dopo una settimana almeno di chiusura. I testimoni hanno raccontato al giudice quello che era successo e tutte le cose che avevano dovuto buttare via. Tra queste anche i raccoglitori dove era contenuta tutta la contabilità del locale. Un pompiere ha aggiunto che per liberare gli uffici del circolo erano stati costretti a usare le pompe idrovore, perché non c’era il tempo di mettersi a scegliere cosa si poteva salvare e cosa invece doveva essere gettato. Anche perché da salvare era rimasto davvero poco.

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