Il dolore
Nessun accordo ma il fallimento è ancora rinviato
L’assemblea dei soci non porta a decisioni Però il clima migliora e il dialogo prosegue
CARRARA. Doveva essere il giorno del giudizio, si è risolta in un’altra puntata di nulla di fatto. Ieri mattina a Pisa si è tenuta l'assemblea societaria della Carrarese Calcio. Da una parte il presidente dimissionario Raffaele Tartaglia, dall'altra i rappresentanti della Gvg Immobiliare, tutti seduti ad un tavolino a dialogare in un clima disteso: già questo ha rappresentato un notevole passo in avanti rispetto alle precedenti assemblee (andate deserte) e alla guerra mediatica combattuta nelle ultime settimane. Le due parti vogliono dialogare e trovare una soluzione condivisa, la Carrarese però non è ancora fuori pericolo.
L'importante è che l'assemblea riprenderà lunedì, quando le due parti si ritroveranno per fare il punto della situazione: questo è stato deciso dopo circa due ore di colloquio. La palla adesso è in mano ai legali: da una parte Sergio Menchini in rappresentanza di Tartaglia e dall'altra Luigi Murciano per conto della GVG Immobiliare. I due avvocati lavoreranno per tutto il weekend alla ricerca di una quadra. L'obiettivo è mettere la società di piazza Vittorio Veneto nelle condizioni di superare questa fase di impasse e darsi una prospettiva, mettendo da parte le beghe fra i due soci che seguiranno il loro percorso.
Evitare il commissariamento a tutti i costi. Si lavora per creare le situazioni necessarie a scongiurare l'articolo 2484 del Codice Civile ed evitare di dover portare i libri contabili dal giudice a Massa. L'articolo 2484 riguarda le cause di scioglimento e parla chiaro: «Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono (al punto tre) per l'impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell'assemblea». Le soluzioni? Si potrebbe rimettere in funzione il cda, nominarne uno nuovo o trovare un amministratore di fiducia condiviso e rendere la società appetibile. Insomma, l'importante adesso è trovare una via d'uscita per normalizzare la situazione e rimettere in moto la società Carrarese Calcio. In caso contrario il presidente del Collegio Sindacale Lucio Boggi sarà costretto a portare i libri in tribunale. Nell'incontro di Pisa, invece, non si è parlato della cessione del 70% delle quote in possesso di Tartaglia: questo è un aspetto che appare secondario. Certamente sarà importante creare le condizioni che potrebbero agevolare l'ingresso di eventuali nuovi soggetti.
Le cordate. La scorsa settimana l'imprenditore genovese Giuseppe Perpignano, ex presidente del Barletta, ha visitato la sede di piazza Vittorio Veneto in compagnia di un avvocato. Resta alla finestra una cordata romana formata da quattro imprenditori e rappresentata dal generale Giulio Coletta, ex responsabile del settore giovanile della Lazio. Esiste poi la pista che porta alla dita milanese “Cioccolatitaliani” che si sarebbe interessata alla Carrarese tramite i buoni uffici di Fabio Oppicelli, senza dimenticare l'iniziativa di azionariato popolare che stanno portando avanti i tifosi azzurri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
