Lutto
M5S scatenato: Zubbani dica se è iscritto alla massoneria
Toni durissimi contro l’amministrazione, il senatore Giarrusso annuncia un’inchiesta parlamentare sulla vicenda Sam Imeg e i legami con la mafia
CARRARA. Il Movimento 5 Stelle accende i riflettori sul fenomeno mafioso in provincia di Massa-Carrara con le due senatrici carraresi e il capogruppo Mauro Michele Giarrusso, membro della commissione antimafia che annuncia un’inchiesta sul caso Sam e poi, rivolgendosi direttamente al sindaco chiede: «Vogliamo sapere se lei ha il cappuccio dei massoni chiuso in qualche cassetto».
Preso atto dell’ultimo rapporto della Fondazione Caponnetto e dei dati preoccupanti sul fronte delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro territorio, i “grillini” hanno organizzato “Carrara, la mafia è qua e fa affari d'oro” un incontro dibattito molto partecipato, alla presenza dei consiglieri comunali e di tre parlamentari. L’attenzione del Movimento 5 Stelle al fenomeno della criminalità a Massa Carrara è altissima, hanno garantito le due senatrici carraresi, Laura Bottici e Sara Paglini, spiegando di aver già presentato diverse interrogazioni al governo con il dichiarato intento di fare luce sulle troppe zone d’ombra che, dal settore del marmo a quello dell’inquinamento industriale, ancora aleggiano sul nostro territorio. Questi quesiti però, per ora, sono rimasti tutti inascoltati, e così, i “grillini” hanno deciso di calare il loro “asso nella manica” e portare in città Mauro Michele Giarrusso, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Senato, già membro della Fondazione Caponnetto, e componente della Commissione Antimafia.
Il senatore ha tenuto un intervento al vetriolo, rivolgendo parole durissime alla amministrazione: «Ci sono troppe anomalie nelle vicende che riguardano questi territori e dobbiamo sapere se i nostri interlocutori hanno zone d’ombra» ha attaccato il capogruppo che poi, rivolgendosi direttamente al sindaco di Carrara ha chiesto: «Vogliamo sapere se il sindaco e chi guida le aziende pubbliche ha il cappuccio della massoneria nel cassetto». Ma il senatore, non si è fermato qui: ripercorrendo a grandi linee la vicenda dei legami societari tra Sam e Calcestruzzi - una società quest’ultima che secondo Giarrusso «era all’epoca sotto il controllo della famiglia Riina» -, insistendo sulla necessità di «approfondire le vicende aziendali e capire a che punto è arrivata questa storia» il capogruppo ha annunciato di voler portare la questione direttamente in Commissione Anti Mafia. E questo perchè, ha concluso il capogruppo al Senato, «alla fine sono sempre i cittadini a pagare il prezzo di queste anomalie, con i loro soldi o, come si vede purtroppo molto bene su questo territorio, con la loro salute».
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