Sicurezza
Accorpamento autorità portuali: Carrara con Spezia
Pronta la bozza della riforma firmata dal ministro Delrio
CARRARA. Non è una certezza, ma quasi: il porto di Marina di Carrara verrà assorbito da quello di La Spezia. Lo rivela - ma la notizia è ancora da accertare - Il Secolo XIX che scrive di essere entrato in possesso della bozza del decreto firmata dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, dove emerge chiaro il piano del governo sui porti italiani, almeno per quanto riguarda la Liguria: Genova e Savona insieme e La Spezia con Carrara.
Sembra chiudersi quindi nel peggiore dei modi la partita aperta dalla riforma Delrio sull’accorpamento dei porti in quattordici Autorità di sistema portuale (Adsp). Una partita che era riuscita a mettere insieme, forse per la prima volta, sindaci (di Massa, Alessandro Volpi e di Carrara, Angelo Zubbani), le associazioni d’impresa, i sindacati e, addirittura anche Confindustria di Livorno. Un mega asse toscano che chiedeva di mantenere il porto di Marina di Carrara nel sistema portuale regionale, accorpandolo piuttosto al porto di Livorno.
Partita, forse, persa. A quanto pare il governo ha tirato dritto per la sua strada. Certo, di sicuro non c’è ancora nulla. Lo stesso presidente dell’Autorità portuale di Marina di Carrara, Francesco Messineo, fa sapere di aver letto la notizia dal giornale e di non aver ricevuto ancora informazioni “ufficiali”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.10247212:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2014/11/04/news/accorpamento-authority-rc-meglio-livorno-1.10247212]]
«Assoporti - spiega - ha mandato una nota al Ministero dei trasporti per avere chiarimenti, per capire quindi se quanto riportato dai giornali sia vero e se, a quel punto, ci sia margine di manovra per scongiurare l’accorpamento con La Spezia». Carrara è «un porto toscano - incalza Messineo - e ha sempre fatto parte del sistema dei porti toscani». E qui, in altre parole, deve rimanere.
La bozza del decreto quindi è pronta e a breve gli sviluppi saranno noti e ufficiali. Questa perlomeno è una speranza. Il piano nazionale per la portualità e la logistica è stato infatti approvato a fine luglio, con cinque mesi di ritardo sui tempi programmati. Come se non bastasse i decreti attuativi per dare concretezza a quel progetto sono rimasti nel cassetto e quindi il piano rischia di restare solo un annuncio. Il progetto comunque è arcinoto: quello di portare da 24 a 14 le Autorithy che gestiranno gli scali accorpati chiamati Direzioni di sistema portuale (Ddsp).
L’obiettivo della manovra, secondo Delrio, è quello di creare porti competitivi con il resto dell’Europa. «Vogliamo essere la porta del sud Europa per il trasporto delle merci», ha sempre detto il ministro, specificando che «l’Italia deve imparare a fare sistema». La scelta principe sarebbe quella di far lavorare insieme i sistemi portuali con uguale peso nei cda, senza che l’uno cancelli l’altro.
Insomma, la linea da seguire è quella di Livorno e Piombino che già prima dell’ok definitivo alla riforma hanno iniziato a lavorare insieme - vuoi la vicinanza - in un sistema sinergico. Il grande nodo da sciogliere per il territorio regionale però rimane il porto di Marina di Carrara: nessuno, appunto, lo vorrebbe dentro l’autorità ligure, ma sembra essere proprio questa l’opzione più gettonata dal governo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
