Il Tirreno

Solo differenziata alla Costa Il piano fa un passo avanti

Solo differenziata alla Costa Il piano fa un passo avanti

Regione, Provincia e Comune chiederanno all’Ato che l’impianto di Albiano non riceva più rifiuti indifferenziati (e puzzolenti). Ma la ditta non chiuderebbe

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AULLA. La Costa Mauro non chiuderà ma l’impianto di Albiano riceverà soltanto rifiuti già differenziati, non più organico e indifferenziato, cioè spazzatura, per usare il termine utilizzato dai tecnici “odorigene”. È lo schema discusso ieri mattina in Regione nella riunione sulla situazione che riguarda l'azienda di smaltimento e recupero rifiuti di Albiano Magra. All'incontro erano presenti l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni, il vicepresidente della Provincia di Massa Ugo Malatesta, il sindaco di Aulla Silvia Magnani, l'ingegnere del settore ambiente della Provincia di Massa Alessandra Malagoli e l'Azienda regionale recupero risorse (Arrr). Il summit è servito a definire anche un altro passaggio: Regione Toscana, Provincia di Massa Carrara e Comune di Aulla convocheranno a breve – vale a dire entro una decina di giorni – un incontro con Ato Costa (l’organismo di programmazione del ciclo dei rifiuti della Toscana del Nord) per verificare «la possibilità di destinare all'impianto materiale differenziato e quindi non odorigeno in luogo dell'indifferenziato».

Si tratta, in sostanza, dell’ipotesi su cui si discute da settimane e che piace allo stesso Costa, titolare dell’impianto: l’imprenditore si è pubblicamente dichiarato disponibile a una soluzione di questo tipo. Vietare il trattamento di rifiuti indifferenziati nell’impianto di Albiano in modo da eliminare il problema dei cattivi odori, ma nello stesso tempo non arrivare a una misura più drastica come la sospensione di tutte le attività della Costa Mauro, potrebbe «contemperare – così sostengono le amministrazioni promotrici di questa soluzione – le esigenze della cittadinanza di Albiano Magra con il mantenimento del livello occupazionale attuale».

La partita, tuttavia, è ancora tutta da giocare. Intanto perchè non è certo che gli abitanti di Albiano, esasperati da decenni di difficile convivenza con la Costa, accettino una simile proposta senza chiedere, almeno, garanzie sulla salubrità e non “odorigenicità” delle lavorazioni che resteranno ad Albiano. E poi c’è da vedere come verrà riarticolato il trattamento dei rifiuti lunigianesi. Si porteranno alla ex Cimeco e saranno “lavorati” ancora dall’azienda della famiglia Costa? Oppure la spazzatura lunigianese passerà dall’impianto Cermec di Massa, pealtro indicato dai piani regionali come la piattaforma di selezione e trasformazione dei rifiuti urbani di tutta la provincia di Massa Carrara? Entrambe le ipotesi sono in campo e altre potrebbero essere formulate. E non sarà facile scegliere. Perché sui rifiuti gli interessi sono sempre molto forti.

Claudio Figaia

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