Sicurezza
Massa, rimpasto di giunta: ipotesi otto assessori e Balloni è in pole
L’ex capogruppo dei volpiani lascerebbe il posto alla Liggio Manca una donna nell’amministrazione, a rischio Fiori
MASSA. Per il sindaco di Massa Alessandro Volpi, la formazione della nuova giunta del Comune sta diventando un vero rompicapo e, come previsto anche dal primo cittadino, questo distrae l’amministrazione dal governare la città. Eppure, qualcosa da fare c’è perché, politicamente parlando, l’amministrazione Volpi è in impasse: gli assessori non sanno se e quanto rimarranno ai loro posti, se verranno sostituiti o soltanto affiancati da nuovi compagni, se gli verranno tolte incombenze, o se verranno aggiunte competenze.
Ogni mattina, dall’ufficio del sindaco entrano e escono consiglieri comunali, sia di maggioranza sia di opposizione, segretari di partito, amici e nemici politici.
«Hanno tutti qualcosa da chiedere», si mormora tra i corridoi di palazzo comunale. E infatti nessuno dei soggetti potenzialmente interessati al rimpasto di giunta oggi dice una parola. Non si sa mai che il sindaco cambi idea dalla porta alla finestra. Ma, come si dice in questi casi, anche i muri hanno le orecchie, ed ecco le ultime novità sul toto assessori: la giunta dovrebbe passare da cinque elementi addirittura a otto, non più a sette come avevamo sempre scritto.
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Il motivo è che Alessandro Volpi deve concedere qualcosa alle sue liste ex civiche, cioè alle persone che lo appoggiarono, gli portarono voti e gli fecero campagna elettorale e che poi sono stati “costretti” a passare nel Pd, dimenticati. Volpi teme di perdere voti in consiglio comunale e per questo deve dare fiducia a qualcuno dei suoi: Alessandro Balloni, che era il capogruppo dei volpiani in consiglio prima di passare nel gruppone del Pd, pare debba diventare un nuovo assessore della giunta.
Al suo posto in consiglio, la prima dei non eletti sarebbe, tra l’altro, una volpiana di ferro Manuela Liggio, che al sindaco farebbe comodo. Con Balloni in giunta, ci sono poi i due nomi ormai più che spesi di Elena Mosti, consigliera di Sel, appena rientrata in maggioranza e Giancarlo Casotti, consigliere del Psi.
Manca sempre, però, una terza donna da inserire in giunta come vuole l’ultima legge regionale e per questo a Volpi non rimane che sostituire un suo assessore uomo, tra Rutili (oggi al bilancio), Fiori (cultura e sociale), Berti e Carioli, i due rigoniani “intoccabili”. La sostituzione del professor Mauro Fiori, pare la più gettonata.
Il nome della quota rosa, invece, sarà con molta probabilità pescato dalla società civile, come Volpi fece per Silvana Sdoga, oggi unica donna in giunta con la delega al personale. Nei giorni scorsi si parlò, oltre che di una giunta ad otto, anche di una delegata per Marina di Massa, la consigliera Lazzerini. Questa voce è già scemata. Rimane però da fare la conta dei voti “ballerini” in consiglio: quelli dei renziani, Bugliani, Dell’Ertole e Alberti; quello di Simone Ortori (Articolo Primo) e quello del consigliere Psi Della Pina, passato dall’Udc al Psi per entrare in maggioranza, ma a cui Volpi non ha dato al momento molta considerazione, lasciandolo poco convinto della bontà del progetto Casotti-Bonini (il primo candidato all’assessorato, il secondo pronto ad entrare in consiglio al suo posto). Ai consiglieri di maggioranza, da quando sarà fatta la nuova giunta, sarà vietato ammalarsi, mancare alle sedute o assentarsi, perché il numero legale è a rischio.
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