Il Tirreno

L’impegno del sindaco e la solidarietà della città

L’impegno del sindaco e la solidarietà della città

Centinaia di persone per il funerale. Zubbani: approfondiremo l’accaduto E uno dei sacerdoti: troppo sangue sotto il bianco delle nostre montagne

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Dal piccolo parcheggio all’ingresso di Miseglia si vede il mare: un triangolo all’orizzonte e l’ombra delle cave. Imbocchi la piccola strada che taglia il paese ed eccole lì, sopra la tua testa: le montagne, le bancate, gli escavatori. Le guardano, le cave, gli uomini e le donne di Miseglia mentre salgono verso la chiesa. Guardano Calocara: si intuisce la via che porta alla cava dove lunedì una perlina impazzita ha lasciato il filo diamantato e ucciso Nicola Mazzucchelli, 46 anni, padre di 4 ragazzi.

La cave ci sono. Sempre. Entrano nella chiesa piccola piccola dove Carrara si stringe per l’ultimo addio a Nicola, per abbracciare sua madre, i suoi fratelli, la moglie, i quattro figli. Entrano con forza quando dall’altare, uno dei celebranti, ricorda che «sotto il bianco del marmo si nasconde il rosso del sangue». Tributo della città e della sua gente alle cave. «Un popolo senza storia - continua il sacerdote - non è un popolo e Carrara la sua storia ce l’ha nel marmo. I turisti vedono le cave, ne ammirano il bianco, quello scultoreo della pietà di Michelangelo, noi sappiamo che sotto il bianco c’è il rosso». Il sangue. Anche quello di Nicola: «I cavatori - il sacerdote parla all’intera città - sono i nostri eroi».

Le cave. Le pensa e ne parla anche il sindaco Angelo Zubbani; sale sull’altare, a funzione conclusa, e assicura che non ci sarà nulla di non approfondito: «Di fronte ad una tragedia così - sono le parole del primo cittadino - c’è e ci deve essere il momento dell’accertamento che investe le istituzioni, i lavoratori, le imprese. Non lasceremo nulla di non chiarito e questo - spiega il sindaco - non per voler trovare un colpevole a tutti i costi, ma per evitare che possano ripetersi simili tragedie». Perché sotto il bianco il rosso non ci sia più.

Impegno delle istituzioni quindi: in chiesa c’è il sindaco, c’è l’assessore Giuseppina Andreazzoli, c’è Narciso Buffoni, il presidente della Provincia. Per dire che le istituzioni, appunto, sono presenti. Ma al momento della riflessione - sono parole di Zubbani - segue il momento dell’abbraccio, del saluto, della solidarietà. Di partecipazione di fronte alle parole di Maura, moglie di Nicola, di fronte alla sua commovente dichiarazione d’amore per il marito e i figli: «In nove anni - confida il sindaco - ho assistito purtroppo a cerimonie per vite spezzate, ma non ho mai ascoltato parole così forti e serene, nel dolore. Maura ci ha permesso di conoscere Nicola. Lo ha permesso a me e a Carrara. Tutta la città è vicina alla famiglia, messaggi di solidarietà sono arrivati anche da fuori Regione. Oggi qui c’è una comunità, la sua forza, la sua dignità il suo coraggio». Quella Carrara che chiede bianco senza rosso, che chiede lavoro senza morte. Che dice basta ai tributi in vite umane. (c.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze