Sicurezza
Punto nascita all’Opa C’è ma è solo a metà
In attesa di assumere 4 ginecologi, funziona la reperibilità
MASSA. L’accordo è chiaro, messo nero su bianco con tanto di protocollo regionale: il reparto materno infantile si trasferisce in toto all’ospedale delle Apuane. I vagiti sono tutti in viale Mattei, ma un punto nascita rimane anche all’Opa. Ed è un punto nascita con i fiocchi, di terzo livello, adatto ad accogliere mamme e feti con patologie importanti, cardiache in primis. Insomma, un modo per confermare l’eccellenza del cardiologico che nella convivenza con le sale parto ha sempre trovato un punto di forza: a Montepepe si nasceva - anche se cardiopatici - e lì si trovano risposte immediate in termini diagnostici e chirurgici. Le sale parto da lunedì non ci sono più, sono tutte al Noa, ma, nel rispetto dell’accordo, a Montepepe c ’è - o dovrebbe esserci - il fatidico punto nascita di terzo livello.
Dovrebbe perché per la piena operatività servono i medici, servono ginecologi “in azione” all’Opa. Antonio Ragusa, responsabile del dipartimento materno infantile, assicura che le assunzione saranno fatte: 2 medici saranno assunti a breve, in regime libero professionale, dalla fondazione Monasterio (che gestisce l’Opa ndr), 2 saranno invece assunti dall’Asl. Ma i tempi per l’azienda sanitaria sono un po’ più lunghi perché l’assunzione impone il concorso. In ogni caso - parola di Ragusa - c’è già il via libera della Regione. Insomma, in tempi di contenimento della spesa, Firenze, a conferma che l’Opa vuole salvaguardarlo, ha acconsentito a 2 new entry nel pool ginecologico. L’Asl avrà due ginecologi in più e potrà organizzare un turno anche all’Opa, garantendo la presenza, sette giorni su sette, di un medico. Obbiettivo importante perché consente alle mamme cardiopatiche o con feti cardiopatici di potere partorire naturalmente, senza l’obbligo del parto programmato. In attesa delle assunzioni, fondazione Monasterio e Asl si sono seduti intorno ad un tavolo ed hanno definito un protocollo operativo che permetta di organizzare il personale e consentire i parti anche a Montepepe, nel fatidico punto nascita di terzo livello: «Il 12 novembre - spiegano fondazione e Asl in una nota congiunta - è stato siglato l’ultimo accordo operativo che, in via sperimentale, definisce il percorso nascita integrato. Il protocollo è quindi già operativo e realizza un percorso specifico in relazione alle patologie cardiache diagnosticate in età prenatale e per le gravide affette da cardiopatie, che prevede, tra l’altro, l’esistenza di un ambulatorio congiunto, dove sono seguite dal ginecologo, dal cardiologo pediatra e per adulti, dal cardiochirurgo e da altre figure professionali necessarie, le famiglie in cui la madre o il feto sono affetti da cardiopatie congenite». Insomma, in attesa delle assunzioni, i ginecologi Asl, con un ulteriore impegno, garantiranno comunque il turno all’Opa (il ginecologo un ambulatorio sarà a disposizione anche della sala parto) e attiveranno la reperibilità.
Chiara Sillicani
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