Il Tirreno

Marconi, dieci milioni per rifarlo

di Cinzia Chiappini
Marconi, dieci milioni per rifarlo

Per i tecnici non vale la pena ristrutturare la scuola, meglio abbatterla e ricostruirla. La Provincia a caccia di soldi

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CARRARA. Ristrutturare la vecchia sede del Liceo Scientifico Marconi di viale XX Settembre non è conveniente: la palazzina blu costruita negli anni ’60 non ha solo gravi problemi statici, che hanno imposto il trasferimento degli studenti, ma è ispirata a una concezione di struttura scolastica ormai superata.

Anche la cosiddetta “ala nuova”, costruita a fine anni ’90, nonostante abbia meno di vent’anni di vita ha diverse fragilità strutturali che ne hanno impedito il pieno utilizzo. Meglio demolire tutto, e ricostruire ex novo, per dare una sede moderna ed efficiente ai liceali anche se questo significa trovare 10 milioni di euro.

Preso atto degli studi commissionati all’Università di Pisa per definire la situazione statica della scuola, tenute conto delle nuove esigenze dell’offerta formativa, l’amministrazione provinciale ha deciso di mettere a punto uno studio di fattibilità, realizzato in collaborazione con il Comune di Carrara, che prevede non la ristrutturazione ma la ricostruzione ex novo del Liceo Scientifico: della sede storica del Marconi, quella che sorge su viale XX settembre a Fossola rimarrebbe dunque solo il sito. La vecchia palazzina costruita negli anni ’60, dove si sono tenute le lezioni fino allo scorso anno scolastico e quella più recente, realizzata a fine anni ’90, saranno demolite per fare spazio a un edificio nuovo di zecca: il costo totale dell’operazione è stimato intorno ai 10 milioni di euro e le risorse, purtroppo, devono ancora essere trovate.

La caccia al finanziamento però è già partita: lo dimostra lo studio di fattibilità presentato a fine settembre alla Regione Toscana nell’ambito della partecipazione al bando destinato alla costruzione di “scuole innovative”. Il tentativo, va detto subito, è andato male e lo studio messo a punto da Palazzo Ducale è stato scartato perché, si legge nella lista delle domande non ammesse, «l’area non è libera da vincoli». Da Provincia e Comune spiegano che il problema riguarda la presenza dell’elettrodotto all’interno dell’area che ospita il Marconi: chi consce la scuola lo sa bene, a fianco della palazzina blu dove sorgevano segreteria, biblioteca e Aula Magna – quella affacciata su viale XX Settembre – sorge un imponente traliccio dell’energia elettrica. Il bando in questione aveva vincoli particolarmente stringenti e, oltre tutto, metteva a disposizione per l’intera regione “solo” 15 milioni di euro: difficile, al di là del problema dei parametri, pensare che l’amministrazione toscana ne avrebbe utilizzati i due terzi per una sola scuola. Quello compiuto a fine settembre da Palazzo Ducale dunque è stato solo un primo tentativo, per provare a cogliere la prima occasione che si è presentata se pur con la consapevolezza di avere davvero poche chance, soprattutto per l’entità delle risorse a disposizione. Intanto i bene informati giurano che una seconda occasione arriverà a stretto giro, sembra già a inizio 2016, con un nuovo bando per l’edilizia scolastica: certo il denaro da reperire per trasformare in realtà quello che a oggi non è nemmeno un progetto ma “solo” uno studio di fattibilità, è davvero tanto.

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