Il Tirreno

Un tavolo sulla sicurezza in cava

di Cinzia Chiappini
Un tavolo sulla sicurezza in cava

Zubbani accoglie l’invito di Rossi a fare un punto della situazione con tecnici

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CARRARA. Dopo la morte del cavatore Nicola Mazzucchelli, ucciso lunedì da una perlina di filo diamantato che lo ha colpito alla testa, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani raccoglie l’appello del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per la convocazione di un tavolo con assessori e tecnici competenti per fare il punto della situazione: «A giorni incontrerò i sindacati» annuncia il primo cittadino.

«La morte di Nicola Mazzucchelli, un cavatore esperto che conosceva e divulgava la cultura della sicurezza, allunga la striscia di sangue sulle nostre cave e deve servire da monito a tutti noi per impegnarci ancora di più affinchè quello che è successo ieri non accada mai più»: il sindaco di Carrara Angelo Zubbani commenta così quello che è accaduto lunedì alla cava Calocara 102, in concessione alla Gemignani e Vanelli Marmi snc. Un incidente mortale, il secondo in poco più di due mesi, ha strappato Nicola Mazzucchelli 46 anni di Miseglia, ai suoi quattro figli: poco prima di recarsi in vista alla salma del cavatore, il primo cittadino ha raccolto l’appello lanciato dal governatore Rossi e ha annunciato che, di qui a pochi giorni, convocherà un incontro con i sindacati locali in vista del tavolo regionale. «Le cave non sono un Far West, il servizio di prevenzione di Asl1 svolge un lavoro puntuale riconosciuto a livello regionale ma al di là delle ragioni di questo ultimo incidente, non possiamo limitarci ad alzare gli occhi al cielo e dare la colpa al destino» inizia Zubbani.

«Mazzucchelli era un cavatore esperto che della sicurezza aveva fatto una missione, era un conoscitore e un divulgatore della cultura della sicurezza» ricorda il sindaco rivolgendo un pensiero alla famiglia del 46enne misegliese.

«I titolari della concessione mi hanno garantito che il sito era completamente efficiente. Le indagini chiariranno cosa è successo ma intanto noi non dobbiamo fare in modo che non si ripeta mai più» aggiunge il primo cittadino. Di qui la decisione di convocare un tavolo locale, ancor prima di quello regionale: tra i temi che Zubbani vuole mettere all’ordine del giorno c’è quello dell’organizzazione del soccorso cave: nessuna polemica su quanto accaduto ieri, sia chiaro, perché l’ambulanza è arrivata in 4 minuti – praticamente in contemporanea con l’elisoccorso - e perché purtroppo Mazzuchelli è morto sul colpo, raggiunto da una pralina di filo diamantato che lo ha trafitto alla tempia, come un proiettile. «Dobbiamo fare il punto sulle piazzole fisse per l’atterraggio degli elicotteri e sui siti che si modificano durante le lavorazioni» precisa il sindaco che sulla questione dei tempi di percorrenza per raggiungere viale Mattei - dove all’interno del Noa si trova il primo pronto soccorso utile per chi arriva dalle cave - puntualizza: «I mezzi di soccorso hanno a disposizione, da sempre, la strada dei marmi. Lo abbiamo scritto ancora prima che fosse inaugurata». Il riferimento è all’ordinanza 193/12 del 19 aprile del 2012: a pochi giorni dal taglio del nastro della strada, nell’ambito del documento di regolamentazione del traffico, veniva messo nero su bianco che a partire dal giorno 24 aprile 2012 (data di apertura ufficiale della viabilità, ndc) «è sempre consentito il transito alle autoambulanze, ai mezzi di soccorso, ai veicoli adibiti a i servizi di polizia o antincendio, ai veicoli della Protezione Civile e ai Mezzi Militari».

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