Il Tirreno

Sceriffo anti rumore per tenere a bada le notti della movida

Sceriffo anti rumore per tenere a bada le notti della movida

Un tecnico di fonometria affiancherà i vigili urbani nei controlli Troppi decibel: tre maxi multe e sospensione per due locali

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MASSA. Arriva lo sceriffo anti rumori nella movida cittadina. Per cercare di risolvere l’eterno conflitto che vede contrapposti residenti e locali pubblici, tra chi reclama il diritto alla quiete e a notti silenziose e chi crea serate per chi vuole divertirsi, il Comune mette in campo una specie di task force di controllo sui decibel. Da venerdì sera un tecnico sarà al lavoro nel centro città e a Marina per misurare i livelli di emissioni sonore prodotti dalla movida. Si tratta, in sostanza, di un fonico “con poteri di polizia” che si muoverà assieme a una pattuglia della polizia municipale, potrà agire “sua sponte”, cioè andare a misurare il rumore nei casi “sospetti” o intervenire in seguito a segnalazioni e lamentale di cittadini. Nel caso in cui rileverà che le emissioni sonore sono superiori a quanto consentito dalle norme, saranno i vigili a entrare in azione. Con una diffida al gestore del locale – in sostanza un invito ad abbassare il volume – in prima istanza, ma anche con una sanzione o addirittura con la sospensione dell’autorizzazione a svolgere attività di intrattenimento. Il che equivale allo spegnimento obbligato di tutta la musica.

In realtà, il Comune da tempo si è dotato di un regolamento sull’inquinamento acustico e da tempo ha dichiarato guerra ai rumori troppo forti. Nel corso di questi mesi del 2015 sono stati fatti 44 controlli che si sono tradotti in 8 diffide, 3 sanzioni (multe piuttosto pesanti: sui 1.500 euro) e a due ordinanze di sospensione dell’attività. Il problema è (era) che per accertare i livelli di emissione sonora, i vigili urbani dovevano affidarsi a tecnici dell’Arpat, che, per ragioni di limitatezza di personale, non sempre erano a disposizione. E, allora, per rendere più efficace la campagna anti decibel, ecco la decisione dell’amministrazione Volpi di mettere in campo uno specialista, dotato di fonometro e software per il trattamento dati in grado di misurare “in diretta” i rumori. Il professionista (che è stato scelto dall’amministrazione con una selezione seguita a una manifestazione di interesse) costerà 120 euro circa a intervento e si muoverà assieme alla polizia municipale come figura di “ausiliario di polizia giudiziaria”.

Ma il nostro obiettivo – tiene però a precisare il vicesindaco Uilian Berti «non è fare multe o perseguitare i locali notturni, ma quello di richiamare al rispetto delle regole. Per questo invitiamo tutti gli esercenti a rileggersi il Regolamento e a mettersi a norma in vista della partenza dei controlli. Che riguarderanno sia il livello di emissioni sonore, sia il rispetto degli orari in cui è consentito fare musica, che sono dalle 10 alle 24». «È un’operazione di deterrenza, non certo punitiva nei confronti dei gestori dei locali. Semplicemente, ci siamo dotati di strumenti che prima non avevamo. Strumenti che serviranno a conciliare meglio il diritto al riposo con il diritto al divertimento», chiosa il sindaco Alessandro Volpi.

I controlli anti-rumore saranno concentrati in piazza Mercurio, via Dante e nelle altre zone del centro a maggior tasso di musica notturna; ma anche a Marina di Massa. Ma potranno essere fatti anche di giorno e anche per misurare fonti di inquinamento acustico di altro tipo. Come quelli prodotte da attività artigianali o da condizionatori troppo rumorosi. Il fonometro – spiega il comandante della polizia municipale – verrà posizionato nel punto in cui si trova il cittadino che segnala l’eccessivo rumore: sarà lì che verrà effettuata la misurazione.

Tempi duri per i fracassoni, dunque. Anche se il vero problema delle notti della movida è quel che succede dopo la serata nei locali.

Claudio Figaia

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