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il caso

Mancano aule, le udienze nell’ufficio del giudice

MASSA. Nell’ultimo sciopero della magistratura i giudici apuani hanno interrotto le udienze e si sono riuniti per parlare della situazione del tribunale di Massa Carrara e per accendere i riflettori...

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MASSA. Nell’ultimo sciopero della magistratura i giudici apuani hanno interrotto le udienze e si sono riuniti per parlare della situazione del tribunale di Massa Carrara e per accendere i riflettori sulle problematiche della giustizia. A fare da portavoce era stato Paolo Puzone, rappresentante locale dell’Anm. «Nella sezione civile del tribunale di Genova (distretto a cui appartiene Massa) i giudici smaltiscono ogni anno 250 fascicoli ciascuno, da noi invece il carico di lavoro è quasi il triplo. Arriviamo intorno alle 700 cause». Secondo la pianta organica approvata dal ministero con quindici giudici ordinari e dodici onorari il tribunale è a posto, in realtà basta vedere quanto c’è da smaltire per rendersi conto che ne servirebbero almeno due in più (monocratico e collegiale).

Ma il carico di lavoro più pesante rispetto ad altre sedi del distretto di Genova (di cui Massa fa parte) sta producendo una sorta di effetto boomerang: alcuni giudici in forza a Massa Carrara stanno chiedendo il trasferimento. Non un capriccio, ma una protesta silenziosa per una situazione che non li mette nelle condizioni di poter trattare tutti i fascicoli che si trovano sulla loro scrivania. Non solo: vista la carenza di aule (a Massa ce ne sono soltanto tre per il penale), i magistrati sono costretti a convocare le parti nei loro uffici, dando vita a processi davvero assurdi che si svolgono in una manciata di metri quadrati. «Ma è l’unico modo che abbiamo per poter smaltire i procedimenti che abbiamo in carico», dice un giudice sconsolato.

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