Finanza
«Lo ricostruiremo subito»
Spunta anche l’idea di una colletta per ridare i giochi ai bimbi della Taliercio
MARINA DI CARRARA. Hanno preso le assi di legno della staccionata, dopo averla distrutta. Le hanno fatte a pezzi e hanno fatto un falò, proprio sotto al castello-scivolo: le fiamme hanno distrutto tutta la parte in plastica, è rimasto solo lo scheletro.
Poi hanno preso a picconate le altalene e gli altri giochini. Hanno aperto e sparpagliato i sacchi di terra che dovevano finire nel piccolo orto botanico dei bambini. Hanno strappato quasi tutte le 150 piante del giardino d’infanzia o meglio di quello che doveva essere il giardino di infanzia e oggi è solo devastazione.
Hanno bruciato il camminamento in materiale antitrauma. Sono entrati dal parco di villa Ceci, scavalcando la recinzione e hanno avuto tutto il tempo di accanirsi contro l’area dei bambini e distruggere tutto. Questa la conta dei danni, il giorno dopo il rogo che ha distrutto il parco giochi dei bambini (dai due anni e mezzo ai cinque) della scuola dell’infanzia Giampaoli, all’interno dell’istituto comprensivo Taliercio in via Marco Polo a Marina di Carrara.
Questa la brutta notizia, il quadro di uno scempio (i danni ammontano a oltre diecimila euro) compiuto a pochi giorni dall’inaugurazione di quel giardino dell’infanzia che nella scuola di Marina attendevano da tre anni.
La buona notizia, invece, è che i lavori al giardino dell’infanzia ripartiranno subito. Ieri i sopralluoghi dei tecnici del Comune. Poi la riunione operativa con la dirigente dell’istituto, Anna Florio, la vice, Simonetta Menconi, il sindaco, gli assessori Dante Benedini e Fiorella Fambrini, e con il progettista dell’area, l’architetto Corrado Lattanzi.
«Il Lions club voleva donare oggi stesso di nuovi i giochini per il parco - dice proprio l’architetto Lattanzi - La disponibilità c’è tutta e la volontà di vedere risorgere quanto prima il giardino dell’infanzia».
E anche da parte dell’amministrazione l’obiettivo è lo stesso: in giunta oggi si deciderà il rifinanziamento per fare partire in tempi strettissimi i lavori alla Giampaoli.
«C’è stata grande solidarietà da parte di tutti e dal club Lions abbiamo avuto la disponibilità a riportarci i giochi danneggiati subito, nel giro di una giorno - afferma la dirigente Anna Florio- ma prima di pensare ai nuovi giochi bisogna pensare alla protezione del parco. Con questo intendo che la priorità deve essere l’intervento di illuminazione, la video-sorveglianza e la regolamentazione degli accessi. Non solo ho chiesto al sindaco una convenzione con l’Auser per la sorveglianza diurna del nostro parco».
Intanto, mentre la ricostruzione è già un progetto in cantiere, le maestre puntano il dito su una manutenzione, più generale, necessaria per l’intera area dove si trovano la scuola d’infanzia Giampaoli, il nido comunale, ma anche le elementari Doganella, il liceo socio pedagogico e le medie Taliercio.
«Quando abbiamo le riunioni il pomeriggio cerchiamo sempre di uscire a gruppetti, perchè qui è buio pesto - spiegano le insegnanti - Le bidelle si fanno venire a prendere dai mariti, dopo le cinque qui si ha davvero paura a muoversi».
Non solo. La vicepreside Simonetta Menconi fa notare la pavimentazione sconnessa: «Questa mattina anch’io ci sono inciampata - dice - Ed è un peccato che un’area così bella sia così trascurata. Io credo che il parco dovrebbe essere valorizzato e aperto anche il sabato e la domenica, per le mamme con i bambini. Insomma dovrebbe diventare una zona vissuta e questo sicuramente contribuirebbe a tenere lontano i vandali».
E di raid qui nel maxi parco che circonda l’istituto comprensivo Taliercio ce ne sono stati davvero tanti. I vandali si sono accaniti più volte con i giochini. Domenica pomeriggio però hanno voluto fare le cose in grande e il parco, praticamente, non esiste più.
Quello che resta è lo sdegno, forte, delle insegnanti, delle mamme, e di una comunità intera. Una comunità che anche sul social ha pensato subito alla ricostruzione, al dopo. Anche lanciando l’idea di una colletta per rimettere in piedi il giardino dell’infanzia. Perchè quell’incendio è stato vissuto, proprio come dice la preside Anna Florio: «Come una violenza privata, come se lo avessero fatto a casa nostra. Per questo fa così male, perchè sono stati colpiti i bambini, la scuola e lo spazio dei giochi. E tutti ci siamo sentiti violati».
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