Il Tirreno

La musica è troppo alta, lite finisce a calci e pugni

La musica è troppo alta, lite finisce a calci e pugni

Due famiglie a processo per una maxi rissa a Turano con 7 persone all’ospedale Poliziotti testimoni: «Credevamo che avessero fatto pace e siamo andati via»

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MASSA. C’era mezza questura ieri in tribunale a testimoniare in un processo che vede alla sbarra sette persone, componenti di due famiglie che abitavano a pochi metri di distanza a Turano. I rapporti tra i due nuclei erano ottimi, ma erano arrivate le prime liti e nel giugno del 2014 era scoppiata una maxi rissa che aveva richiesto l’invio di diverse volanti della polizia per dividere chi se le stava dando di santa ragione. Questi gli imputati: Matteo Orlandi, Claudia Matteucci, Nicola Antonioli, Francesco Fruzzetti, Emanuele Fruzzetti, Emiliano Ceccarelli e Chantal Rosette Robeus.

Il casus belli è la musica di uno stereo. Il volume, secondo una delle due famiglie, è troppo alto. Così uno dei componenti di quel nucleo alza il telefono e chiede l’intervento delle forze dell’ordine. La sembrava essere riuscita a metter pace: radio spenta e animi tranquilli. Soltanto un’impressione, però, perché appena gli agenti girano l’angolo, cominciano le offese, le urla, i toni forti. Da lì è un’ escalation, dalle 13 fino alle 17: è a quell’ora - stando alla ricostruzione del pubblico ministero - che la situazione degenera fino alla rissa. In un pomeriggio, la polizia arriva tre volte, quattro pattuglie tentano di calmare gli animi. Qualcuno chiama in aiuto, i genitori e altri parenti. A Turano scoppia il pandemonio.

Nel marasma, c’è chi si fa parecchio male: costole doloranti - almeno così risulta dai referti - mani rotte. Lesioni importanti. Scattano le denunce, quindi segue un’inchiesta della procura, fino alla conclusione indagini e alla richiesta del pubblico ministero di mandare tutti e sette gli indagati a processo. Accolta dal gup Antonia Aracri.

Ieri mattina, invece, è iniziato il processo vero e proprio: giudice Fabrizio Garofalo. Sono stati sentiti gli agenti che erano intervenuti quel pomeriggio di giugno del 2014. Gli uomini in divisa hanno raccontato quello che avevano detto le due famiglie durante il primo intervento e poi hanno spiegato in cosa era consistito il loro intervento. Soprattutto come sono riusciti a far terminare quello scambio di pugni, calci e sberle in mezzo alla strada. Nella prossima udienza verranno ascoltati altri vicini che non sono rimasti coinvolti nella rissa, infine toccherà ai protagonisti della lite dire la loro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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