Il Tirreno

Caso Galilei - Marconi Progetto degli alunni per recuperare spazi

di Cinzia Chiappini

La dirigente del liceo: «Potremmo avere soldi dal Ministero Nessuna guerra tra scuole, ma rispetto dell’offerta formativa»

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CARRARA. Basta a questa guerra tra scuole, pensiamo al futuro degli studenti, siano essi i liceali del Marconi o i tecnici dell’Itis perché la cosa fondamentale è garantire il rispetto dell’offerta didattica ai ragazzi: dalla ex scuola media Da Vinci, che almeno fino a gennaio ospiterà 15 delle 25 classi del Marconi, la dirigente del Liceo Scientifico Marzia Menconi prova a superare le polemiche degli ultimi giorni e a lasciarsi alle spalle lo scontro tra istituti innescato dalla diatriba sulla gestione dei laboratori.

In vista della riunificazione a gennaio di tutte le classi del Liceo sotto il tetto dell’Itis Galilei, il tentativo è quello di sedare la polemica e di guardare al futuro in modo costruttivo: un compito non semplice visto che il confronto sull’accesso ai laboratori va avanti da mesi e mesi, tra promesse fatte e poi smentite, planimetrie “fantasma” e colpi di scena. La vicenda è in mano all’amministrazione provinciale che, qualche giorno fa, per bocca del Presidente Narciso Buffoni ha smentito di aver mai garantito «niente a nessuno», ha ribadito che le due scuole hanno «pari dignità» e ha invitato gli esponenti dei due istituti a trovare un accordo a meno di non volersi vedere imporre una soluzione da Palazzo Ducale. Ed è proprio da qui che parte Marzia Menconi: «Sabato mattina ho visto per la prima volta la proposta del Galilei sulla condivisione dei laboratori. L’ho inoltrata ai docenti del Marconi, ho chiesto loro di valutarla e farmi avere le loro impressioni… ci serviva del tempo per studiarla quindi non c’è nessuna volontà di dire “no” a priori» precisa la dirigente che annuncia una risposta entro la metà di questa settimana. Secondo l’ultima proposta di “divisione” degli spazi, quella che ha messo sul piede di guerra i liceali, al Marconi sarebbe garantito l’uso esclusivo di un solo laboratorio, quello di informatica: «A noi ne servono almeno altri due, uno di fisica e uno di scienze» afferma la dirigente, lasciando intendere che il problema non è quello dell’ “esclusiva” ma la necessità di garantire quanto previsto dai programmi ministeriali. «Anche per il Liceo Scientifico le ore di laboratorio sono fondamentali…va bene anche la condivisione, ma dobbiamo garantire ai nostri studenti il rispetto dei loro diritti» aggiunge la dottoressa Menconi. Nessuna guerra tra scuole, dunque, solo il tentativo di tutelare i ragazzi al di là dell’istituto di appartenenza: anche per questo la dirigente del Marconi ha lanciato l’idea di un progetto, da mettere a punto con una collaborazione tra liceali, docenti e amministrazione provinciale e da condividere in rete con l’Itis: «Sono idee per valorizzare gli spazi del Galilei che non vengono utilizzati a beneficio dei nostri ragazzi e di quelli dell’Istituto tecnico» racconta la preside, accennando a un protocollo ministeriale da cui potrebbero arrivare 50.000 euro. Si tratta, è bene precisarlo, di una proposta aggiuntiva che non andrebbe a modificare il progetto messo a punto dall’amministrazione apuana per ristrutturare il Galilei e che dovrebbe diventare realtà da gennaio: un progetto a medio termine, quello per la valorizzazione della scuola di via Campo D’Appio, condiviso con i ragazzi e che guarda alle potenzialità di una struttura sottoutilizzata. E di buoni motivi per pensare al futuro, il Liceo ne ha tanti: «Il Marconi ha i numeri per mantenere la sua autonomia e dunque, lo sappiamo già con certezza, per il 2016-2017 non ci sarà alcun accorpamento» conclude con fermezza la dirigente.

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