Il Tirreno

Una centralina sola per l’aria «Troppo poco»

Una centralina sola per l’aria «Troppo poco»

Cavazzuti critica l’Agenzia per i rilievi «Questo non è un vero monitoraggio»

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CARRARA. «L’ultimo rapporto Arpat sullo stato dell’ambiente mette in evidenza una grossa carenza nei controlli del nostro territorio e del nostro comune in particolare». A parlare è Nicola Cavazzuti, consigliere comunale di Massa di Rifondazionecomunista, che punta il dito contro l’assenza di “reali” controlli sull’inquinamento atmosferico. Nel territorio infatti c’è una sola centralina che controlla l’inquinamento per pm10 o azoto, nonostante il passaggio continuo di mezzi pesanti nella zona. «Credo sia capitato a tutti di circolare, soprattutto nei periodi estivi, sulle strade più periferiche della nostra città - continua - e notare come polveri e odori fastidiosi siano un fattore comune, soprattutto sulle strade della zona industriale. Quasi certamente nulla di grave, ma ritengo che, così come le nostre acque vengono regolarmente sottoposte a controllo quasi quotidiano, l’aria andrebbe monitorata con altrettanta assiduità e capillarità. Abbiamo un passato che ci dovrebbe avere insegnato: a causa di una poca attenzione alle emissioni atmosferiche abbiamo un presente che purtroppo ci pone in testa alle classifiche per neoplasie di vario tipo. Anche per questo ritengo che sia quasi ridicolo che il rapporto dell’Arpat preveda, per tutta la provincia, il monitoraggio di una sola centralina e solo con quei dati si possa dire che l'aria del nostro territorio sia buona».

Il consigliere fece anche un’interpellanza in merito alla quale gli venne risposto che un’altra centralina mobile stava facendo monitoraggio lungo via Marina vecchia a Massa. «Poco comunque, - ribadisce - ritengo e comunque di questa aspetto ancora i dati che non sono ancora stati messi sulla pubblicazione annuale e spero che confermino la bontà dell'aria nel nostro comune». «Qualche dubbio - continua - sulla salubrità dell’aria in via Carducci e lungo l’Aurelia durante le ore di maggior traffico, qualche dubbio lo stesso su via Dorsale, soprattutto nella zona di Alteta, per la presenza di polveri. Lo stesso in via MassaAvenza. In passato vennero fatti dei protocolli tra istituzioni e associazioni di categoria per la riduzione delle polveri derivanti dalle lavorazioni industriali che prevedevano procedure e strutture per l’abbattimento, ma poi nella pratica, soprattutto per la mancanza di controlli, sono rimaste cosa morta. L’appello dunque è al Comune, alla Provincia, alle istituzioni di controllo che si attivino presso chi di dovere per avere la possibilità di conoscere quale aria respiriamo, per avere maggiori punti di controllo, per impostare un sistema di verifica delle normative che attengono al problema, perché l'impronta ecologica di un territorio non si misura con iniziative spot, saltuarie o emergenziali».

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