Il dolore
Telefonini muti, il Comune rintuzza l’attacco dell’Asl
MASSA. Nuovo ospedale con i telefonini muti all’interno per una bega tra Comune e Asl che di giorno in giorno, di dichiarazione in dichiarazione, sta salendo di tono. Si è scomodata anche il...
MASSA. Nuovo ospedale con i telefonini muti all’interno per una bega tra Comune e Asl che di giorno in giorno, di dichiarazione in dichiarazione, sta salendo di tono. Si è scomodata anche il commissario di area vasta dell’Asl Maria Teresa de Lauretis per bacchettare il Comune reo di non aver concesso a Telecom la possibilità di mettere un’antenna sul tetto dell’ospedale nuovo. Ma per il Comune le cose non stanno affatto così e il vicesindaco Uilian Berti prova a spiegare di nuovo che cosa è accaduto e sta accadendo. Di certo c’è che a giorni il Tar dovrebbe discutere del ricorso presentato da Telecom e se ci sarà sentenza potremo capire di più di questa vicenda, a tratti surreale.
Berti, cosa succedendo?
«Sono rammaricato per la presa di posizione dell’Asl: questa amministrazione ha, ha avuto e avrà sempre attenzione verso l’ospedale nuovo e tutto ciò che riveste l’aspetto della salute pubblica. Tanto è vero che abbiamo, e non sono molti i Comuni ad averlo, un piano della telefonia approvato nel 2011».
E l’ospedale nuovo? «Il piano della telefonia non è solo uno strumento tecnico è uno strumento a tutela della salute pubblica visto tiene sotto controllo le emissioni di onde elettromagnetiche. I tecnici hanno determinato che nella zona del Noa possa essere installato un nuovo traliccio per i gestori. Non tanto perchè non ci sia già il segnale ma perchè aumentando l’utenza in loco vanno ottimizzate le celle. Da un punto di vista tecnico questa soluzione è stata valutata come migliore rispetto a quella di mettere una antenna sul tetto dell’ospedale tenuto conto che, nell’uno e nell’altro caso, i telefonini e altre apparecchiature funzioneranno solo se si installano mini antenne all’interno. Cosa che l’Asl può e poteva fare da subito».
La dottoressa De Lauretis in un passaggio della sua lettera tira in ballo la questione dei soldi della concessione che i gestori debbono versare, si parla di circa 75mila euro l’anno .
«Potrei ribaltare l’accusa ma non lo faccio. Se c’è un piano della telefonia non rispettarlo non è una opzione praticabile. Per di più potrebbe configurarsi persino un danno erariale. Diciamo però chiaro che se il Tar dovesse dare
ragione a Telecom non andremo alla guerra. E questo anche se Telecom, pur a conoscenza del piano della telefonia comunale e delle previsioni di copertura dell’area ospedaliera, ha aspettato l’apertura del Noa per fare ricorso. La tempistica fa pensare».
La polemica tra enti va avanti e intanto i telefonini restano muti all’interno della grande gabbia di cemento armato dell’ospedale nuovo di viale Mattei. Per di più il montaggio anche del traliccio esterno non è ancora cominciato e si parla di gennaio. Al di là del Tar, forse un tavolo tra enti e gestori potrebbe servire a trovare una soluzione condivisa al problema.
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