Sicurezza
«Giubileo e Francigena, occasioni di turismo»
Il sindaco Folloni, da Bikeway 2015, rilancia la proposta per l’Unesco e le opportunità legate allo sviluppo di itinerari e servizi per la bicicletta
FILATTIERA. L’edizione di BikeWay 2015, un convegno promosso dall’associazione Farfalle in Cammino che si è sviluppato tra Filattiera, con una tavola rotonda presso il Centro Studi Didattici della Pieve di Sorano che ha sviluppato la tematica importante della collocazione della Francigena nel Giubileo in quanto percorsa ogni anno da innumerevoli pellegrini e dell’allargamento della sua fruibilità ad una più vasta fetta di utenti, e Pontremoli protagonista con due presentazioni di volumi legati alla storia di cui è intessuta questo antico tracciato nella suggestiva location del Caffè degli Svizzera. La città del libro ha inoltre ospitato, nell’Aula Magna del Belmesseri, la presentazione del progetto VenTo: una dorsale cicloturistica da Venezia a Torino lungo il fiume Po.
L’intento di questo evento è stato quello di approfondire l’argomento del turismo lento, in particolar modo quello ciclistico, che permetterebbe di riuscire a coprire una distanza più lunga in un lasso di tempo più breve, consentendo di ammirare panorami e scorci incantevoli che si sviluppano lungo la Francigena, conoscendo meglio quelle piccole realtà che la costellano e che conservano al proprio interno valori storici e culturali da non sottovalutare, valorizzandole e mettendole in luce.
«Attraverso il grande richiamo della Via Francigena – afferma il sindaco Annalisa Folloni – dobbiamo riuscire a creare sul territorio un turismo lento, ecosostenibile, che valorizzi i contenuti che possiedono le piccole realtà, aiutandoci a riappropriarci della propria identità. Per questo noi abbiamo sostenuto la candidatura di questa via a patrimonio dell’Unesco,deliberando in giunta ed aggregandoci ai comuni che stanno lavorando per questo risultato. Noi amministratori abbiamo il compito di perseverare questa via di comunicazione, allargandone il raggio di portata e facendo emergere valori del territorio tuttora sopiti».
L’oculatezza con cui si guarda al futuro e al ruolo che sia il turismo sostenibile che la Francigena avranno in un prossimo futuro, deve essere assolutamente integrato con il marchio Mab Unesco recentemente rilasciato al Parco dell’Appennino e la bicicletta diverrà il mezzo di trasporto più utilizzato proprio perché consente di visitare il territorio ad impatto zero come spiega il Presidente del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano Fausto Giovanelli .
«La parola Francigena e bicicletta sono due elementi inscindibili, in tutto il resto d’Europa si sta saldando sempre più strettamente il rapporto culturale tra bicicletta e città. Un mezzo di trasporto che sta assurgendo a status symbol come la macchina in passato. Il Parco ha compreso sin da subito l’importanza di questo mezzo e abbiamo inserito iniziative ad ondate successive per consentire il suo utilizzo. La bici diventa elemento di interazione e conoscenza del territorio, punteremo ad implementare il suo utilizzo sia nel Parco che in tutta l’area Mab».
Massimo Tedeschi Presidente dell’Associazione Europea Vie Francigene ha spiegato come si evolvendo l’iter burocratico che ha portato alla candidatura di questo cammino a patrimonio dell’umanità.
«Si è svolto il secondo incontro al Ministero per portare avanti la pratica. L’Unesco ha dei parametri molto rigidi e necessita di una documentazione puntuale che spieghi in maniera puntigliosa le motivazioni che hanno condotto a tale scelta. Bisogna sempre ricordare il grande lavoro che è gravitato intorno a questa via di comunicazione. Il nostro obiettivo deve essere quello di creare turismo e cultura. Il 95% della Francigena si sviluppa in zone rurali, attraverso i piccoli comuni, mettendoli in mostra e questo cambia in maniera radicale la concezione che le comunità hanno di se stesse. Bisogna quindi definirla un itinerario culturale poiché su questo tracciato c’è passata la vita, in tutte le sue forme. Dobbiamo costituire un modello esportabile e contagioso di turismo slow di modo da ricomporre il rapporto tra persone e l’ambiente circostante».
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