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Telefonini muti, guerra Asl -Comune

Telefonini muti, guerra Asl -Comune

Lettera di fuoco del commissario De Lauretis al sindaco AlessandroVolpi per i disagi di pazienti e personale al Noa

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MASSA. E’ polemica rovente tra Asl e Comune sui telefonini muti all’interno del Noa, il nuovo ospedale Apuane di viale Mattei, con disagi per i pazienti - soprattutto dei loro familiari- ma anche del personale.

Di chi la colpa del disservizio? Per il commissario dell’Asl area vasta Maria Teresa De Lauretis la colpa è tutta del Comune di Massa. In una lettera aperta De Lauretis si appella al sindaco Alessandro Volpi per la soluzione del problema. Che secondo lei, lui ha creato. Forse, si intuisce perchè il Comune e non l’Asl riscuota dai gestori telefonici il canone concessorio.

Scrive infatti. «Spettabile Sindaco, le risposte che mi ha dato sui tempi di installazione delle antenne per la telefonia mobile necessarie per l'Ospedale Apuane sono allarmanti:probabilmente dicembre/gennaio per due gestori, ma al momento non abbiamo nessuna conferma, mentre ci risulterebbe che Telecom abbia fatto ricorso contro il vostro diniego e quindi i tempi non sono al momento determinabili.

«Cosa gravissima - continua De Lauretis - visto che Telecom è il gestore dei cellulari aziendali, anche in considerazione del fatto che Telecom continua a sostenere che una collocazione esterna all'edificio ospedaliero non garantisce la copertura di campo ottimale. Faccio presente che negli altri ospedali toscani, costruiti con lo stesso progetto, in cui sono state installate le antenne sul tetto, non si sono riscontrati problemi di campo. Le ricordo che lo scorso 8 giugno Telecom ha presentato la richiesta per l'installazione dell'antenna sulla copertura dell' Ospedale Apuane e che il 25 agosto tale richiesta è stata sostanzialmente respinta, nonostante il parere favorevole di Arpat,in base a un piano territoriale comunale sulle antenne, adottato nell'ultimo anno, che prevede la collocazione delle stesse solo sul suolo di proprietà comunale.

Da quel momento in poi è iniziato un nostro costante sollecito nei vostri confronti e mio verso di lei, per cercare una soluzione che scongiurasse quello che poi puntualmente si è verificato. Mi dicono che altri piani territoriali prevedono delle deroghe per alcune aree delle zone industriali: si possono estendere all'edificio ospedaliero che è anche un edificio pubblico? Non posso credere - conclude De Lauretis. - he questo rifiuto sia dovuto a un mero interesse economico, legato all'acquisizione del canone di concessione, visto che qualcuno sta incominciando a ventilare anche questa ipotesi. Torno pertanto a chiederle di cercare tutte le possibili soluzioni per consentire di fare installare in tempi brevi le antenne sulla copertura del nuovo ospedale, così come è stato per gli altri ospedali, per evitare ulteriori gravissimi disagi a operatori, utenti e cittadini e non lasciarci in questa situazione immobile ma non di rassegnata impotenza».

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