Il Tirreno

Lotta all’erosione, partiti i lavori

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Lotta all’erosione, partiti i lavori

Già completate alcune scogliere tra il Magliano e il Cinquale

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MASSA. Procedono “a mille” i lavori anti erosione sul litorale di Marina di Massa. E dopo anni di ritardi, di false partenze, di cantieri incompiuti, questa è già una notizia. Gli interventi, fermati all’inizio della stagione balneare (fine maggio), sono ripresi rispettando il cronoprogramma concordato – fino allo scorso anno la ripartenza arrivava, chissà perché sempre in ritardo – e sono già a buon punto.

Camion carichi di massi di marmo fanno la spola fra le cave o gli altri punti di approvvigionamento e la spiaggia, fra la foce del Magliano e Cinquale, laddove sono aperti i cantieri. Le opere in corso consistono nell’allungamento e rafforzamento delle scogliere, quelle perpendicolari alla spiaggia, dette “pennelli”. Che saranno anche “soffolte”, cioè abbassate fino al pelo dell’acqua nel tratto terminale, quello più al largo. L’obiettivo è di contenere i flussi del moto ondoso ed evitare che il mare “mangi” la sabbia davanti agli stabilimenti balneari.

Alcune barriere di scogli sono già state completate, per altre i lavori sono in corso. Al termine, scatterà la fase due: un ripascimento “speciale” a base di ghiaia e sabbia, soluzione già sperimentata a inizio anno e che si sta mostrando efficace: i sassolini depositati sul bagnasciuga formano una specie di pavimentazione che viene poi coperta dalla sabbia. Anche questo intervento verrà anticipato rispetto al passato in modo da consentire una adeguata sedimentazione del ghiaino.

Poi, il terzo step. Il ripristino delle barriere orizzontali (parallele alla costa) nel tratto fra il bagno Pupa e Mocambo e il Magliano, anch’esso con funzioni anti erosione.

Infine, il quarto passaggio. Quello del dragaggio della sabbia. Si tratta di prelevare materiali al largo della linea di costa e di depositarlo sulla battigia o a pochi metri dalla riva.

A organizzare e finanziare quest’ultimo intervento, saranno gli stessi balneari, attraverso un consorzio che dovrebbe coinvolgere tutti gli operatori – il rischio è che qualcuno si defili non pagando la sua quota e contando di godere del lavoro finanziato da altri – e che dovrebbe partirà nella primavera prossima.

Pubblico e provato, dunque, che compartecipano alla stessa opera. «Siamo soddisfatti, finalmente, di come stanno procedendo i lavori», commenta Stefano Gazzoli, presidente del Consorzio Riviera Apuana. E la sua soddisfazione sta, in primis, nel rispetto delle tempistiche concordate. «Sarà un caso – annota Gazzoli con una punta polemica – ma da quando la Provincia, l’ente che ha in capo il progetto di difesa del litorale, non è più un ente “politico”, i problemi sembrano diminuiti: i tecnici fanno il loro lavoro e il cronoprogramma delle opere viene rispettato».

L’intervento complessivo sui lotti ancora da ultimare ammonta a 9 milioni e 94 mila euro circa: l’esecuzione spetta per circa 1 milione 794 mila euro al Comune di Massa e per 7 milioni e 300 mila euro alla Provincia. Della parte spettante all’ente di Palazzo Ducale sono stati eseguiti i lavori dei lotti 1.1 e 1.2 per 2 milioni e 127 mila euro. Le opere “anti erosione” stanno avendo come effetto collaterale la chiusura di tutto litorale compreso fra gli stabilimenti balneari Pupa e Irene e il confine con il Cinquale: il “mare d’inverno” è diventato in questa zona inaccessibile. Il Comune ha emesso infatti, nei giorni scorsi, un’ordinanza che vieta l’accesso e stabilisce che l’area interdetta debba essere delimitata con barriere non oltrepassabili cioè con la classica quanto anti estetica rete rossa (o, nel caso, con transenne e recinzioni di altro tipo). Il provvedimento, che resterà in vigore per tutto l’inverno, fino al 31 marzo prossimo, serve essenzialmente a consentire in sicurezza il passaggio dei mezzi pesanti che transiteranno lungo la battigia occupando una fascia di circa 10 metri. Un cantiere di grande impatto: l’area dell’ arenile vietata è molto ampia: comprende quasi 80 stabilimenti balneari più un paio di spiagge libere e le concessioni di carabinieri e Guardia di Finanza.

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